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Padova
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mwhwPadova (mwiaAFI: /ˈpadova/ ; mwiwPàdoa o mwjaPàdova in mwjqvenetocite-ref-4[4], anticamente anche mwkgPàva) è un mwkwcomune italiano di mwla208 202 abitanti,cite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-1-1[1] capoluogo della mwmqprovincia omonima in mwmgVeneto. Si trova nella parte orientale della mwmwPianura Padana e all'interno del bacino idrografico del mwnaBacchiglione.
Fondata, secondo la leggenda, dal principe troiano mwngAntenore, la città fu abitata fin dal XIII secolo a.C. dai mwnwVeneti. Durante la loro permanenza nel IV secolo a.C. furono costretti a difendersi dai ripetuti attacchi dei mwoaGalli e in questa occasione entrarono in contatto con la mwoqciviltà romana con la quale stabilirono solidi legami. Assunto il titolo di mwogmunicipio, nel I secolo Padova, in latino mwowPatavium, era la più ricca città d'Italia dopo Roma.cite-ref-5[5] La città fu una delle capitali culturali del Trecento, grazie alla presenza della signoria dei mwqaCarraresi o Da Carrara, che fecero di Padova uno dei principali centri del mwqqpreumanesimo. Tra il XIV secolo e il XV secolo si sviluppò in concomitanza con mwqgFirenze la corrente culturale nota come mwqwRinascimento padovano, e influenzerà la compagine artistica dell'intera Italia settentrionale del Quattrocento.
A Padova sono presenti due siti dichiarati mwrqpatrimonio dell'umanità dall'mwrgUNESCO: l'mwrworto botanico, il più antico al mondo e i mwsacicli di affreschi del XIV secolo, conservati in otto complessi edilizi tra cui la mwsqcappella degli Scrovegni.cite-ref-6[6] Dal 1222 Padova è sede di un'mwtguniversità tra le più antiche del mondo, la seconda in Italia .cite-ref-7[7]
Padova è conosciuta come "mwvala città dei tre senza", da mwvqil Caffè senza porte (mwvgCaffè Pedrocchi, aperto 24 ore al giorno in passato), mwvwil Prato senz'erba (mwwaPrato della Valle), il mwwqSanto senza nome (mwwgBasilica di Sant'Antonio di Padova conosciuta dai padovani come "il Santo").
Contents
• Clima
• Storia
• Simboli
• Società
• Cultura
• Media
• Teatro
• Cinema
• Cucina
• Eventi
• Economia
• Strade
• Ferrovie
• Porti
• Sport
• Calcio
• Scacchi
• Scherma
• Note
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Geografia fisica
Territorio
Padova è collocata all'estremità orientale della mwywpianura Padana, circa 10mwza km a nordest dei mwzqColli Euganei e circa 20mwzg km a ovest della mwzwlaguna di Venezia. Il territorio comunale si sviluppa su 93mwaa km² interamente pianeggianti e solcati da vari corsi d'acqua, che hanno dato nei secoli forma e protezione alla città.
La città poggia su un terreno composto di materiali fini e limoso-sabbiosi, mentre i sedimenti ghiaiosi sono rari. La distribuzione dei vari livelli stratigrafici è molto irregolare a causa delle frequenti divagazioni e variazioni che i corsi dei suoi fiumi hanno subito durante l'ultima era geologica (si veda per esempio la mwagrotta della Cucca). A ovest della città, nelle aree rurali del quartiere Montà sono ben visibili vari mwawpaleoalvei del fiume Brenta.
Considerando l'elevazione del territorio comunale si può notare che:
• il territorio ha un'elevazione media compresa tra 10 e 15 metri sopra il livello del mare;
• il nucleo storico con al centro mwcaPalazzo della Ragione si trova leggermente sopraelevato rispetto al territorio circostante, rendendo tale posizione più appetibile per la fondazione del primo nucleo insediativo;
• molti quartieri di Padova si trovano sotto i 10 metri di quota, come Pozzoveggiani e Crocifisso a sud, l'interporto, Granze di Camin.
Confina:
• a sud con mwhaAlbignasego, mwhqPonte San Nicolò
Per quanto riguarda il mwhwrischio sismico, Padova è classificata nella zona 3 (sismicità bassa).cite-ref-8[8]
Idrografia
La città è nata e si è sviluppata all'interno dei bacini idrografici dei fiumi mwkwBrenta e mwlaBacchiglione, che hanno fortemente condizionato il tessuto urbano e presentano scorci suggestivi in molti angoli della città.cite-ref-9[9]
In passato, tali corsi d'acqua erano fondamentali per l'economia cittadina, in particolar modo per la presenza di numerosi mwmgmulini e per la loro funzione commerciale, secondariamente per congiungere tramite barche la città con la vicina Venezia e gli altri centri della provincia di Padova. Inoltre, i canali hanno rappresentato a lungo un valido complemento delle opere di fortificazione della città. Le opere di ingegneria fluviale che si sono susseguite nel corso dei secoli, soprattutto per impulso del mwmwMagistrato alle acque della mwnaRepubblica di Venezia (all'epoca chiamato "Collegio dei Savi Esecutori"), hanno permesso di ridurre il rischio di esondazioni molto frequenti in passato che interessavano il tessuto urbano della città. L'attuale complesso sistema di collegamenti e chiuse tra i canali cittadini è in grado di gestire e far defluire onde di piena anche significative, senza gravi pericoli per la città. Le aree ancora a rischio, solo in presenza di piene eccezionali, sono la zona sud-orientale di mwnqTerranegra (il cui nome deriva dalle esondazioni a cui era spesso soggetta nei secoli passati), e quella sud-occidentale di mwngPaltana.cite-ref-10[10]
I corsi d'acqua cittadini principali sono:
• mwrgBrenta, che ha origine dai laghi di mwrwLevico e mwsaCaldonazzo, e delimita il quartiere Nord dai comuni limitrofi.
• mwsgBacchiglione, che nasce dalle risorgive tra mwswDueville e mwtaVillaverla in mwtqprovincia di Vicenza; convoglia anche le acque a carattere torrentizio dell'Astico (che ne determina travolgenti piene improvvise) e dopo aver ricevuto a Tencarola parte delle acque del mwtgBrenta tramite il canale Brentella, cambia nome in Tronco Comune ed entra in città da sud al Bassanello dove si divide in tre rami: canale di Battaglia, Tronco Maestro e canale Scaricatore
• mwuaCanale Battaglia, canale artificiale finito di scavare nel 1201 che si distacca dal fiume Bacchiglione in località Bassanello (nella periferia meridionale della città) per dirigersi verso i centri a sud della provincia, ricongiungendosi poi attraverso una rete di canali con il tratto finale del fiume.
• mwugCanale Scaricatore, che volge verso est convogliando all'esterno della città la maggior parte delle acque del Bacchiglione sul Piovego e sul Roncajette. Fu costruito dal governo austriaco nel 1863, su considerazioni e ipotesi iniziate fin dai tempi della repubblica Serenissima per impedire le periodiche alluvioni della città. Venne rimaneggiato a partire dal 1930 e completato nel secondo dopoguerra per ampliarne la portata aggiungendo un ulteriore canale, il San Gregorio, per meglio trasferire le acque di piena sul Piovego e quindi sul Brenta, non essendo il solo Roncajette in grado di ricevere piene eccezionali.cite-ref-11[11]
• mwwaTronco Maestro, che scorre verso nord costeggiando le Mura Veneziane del '500 nel primo tratto lungo via Goito e fino alle porte Contarine. Era navigabile fino al porto fluviale di San Giovanni delle navi nei pressi dell'omonima porta.
• mwwgNaviglio Interno, che si dirama dal Tronco Maestro, attraversa il centro storico a sud e a est, seguendo quello che era anticamente il percorso del Bacchiglione e si ricongiunge con il ramo principale alle Porte Contarine. Era utilizzato soprattutto per la navigazione. Negli anni '50 venne interrato/tombinato dal ponte delle Torricelle, da lì le acque ora vanno tutte nel canale di Santa Chiara (lungo riviera Ruzante/Businello) che, unendosi al canale Alicorno all'altezza dell'Orto Botanico forma il canale di San Massimo. Questo esce dalla città verso sud-est dal ponte delle Gradelle dove assume il nome di Roncajette.
• mwxaCanale Piovego, artificiale, scavato nel 1209. Ha origine dalla confluenza del Tronco Maestro con quello che fu il Naviglio Interno presso le Porte Contarine; termina nel mwxqBrenta permettendo la navigazione verso mwxgVenezia. Lambisce a nord le Mura Veneziane del '500.
• mwyaCanale Brentella, artificiale, scavato nel 1314 nell'attuale periferia ovest di Padova, che porta al Bacchiglione parte delle acque mwyqBrenta.
• Canale Alicorno, scavato nel XIII secolo dai monaci di Santa Giustina per le loro necessità. Ha l'mwywincile sul Tronco Maestro, costeggia le Mura del '500 fino a Porta Santa Croce per poi essere tombinato fino a Prato della Valle dove costituisce il canale attorno all'isola Memmia. Prosegue pressoché tombinato fino all'Orto Botanico dove confluisce nel Canale San Massimo assieme al canale Santa Chiara.
• Canale di San Massimo, raccoglie le acque dei canali Santa Chiara e Alicorno, transita per il Giardino Treves, attraversa tombinato l'area dell'ospedale per riapparire in via Cornaro per un breve tratto fino al ponte delle Gradelle da dove cambia nome in Roncajette.
• mwzgRoncajette è il nome che assume il canale di San Massimo uscendo dalla città all'altezza del ponte delle Gradelle. Corrisponde all'antico tratto in uscita dalla città del Bacchiglione, si dirige verso sud ricongiungendosi a mwzwBovolenta con sue stesse le acque provenienti dal mw0aCanale Battaglia.
• Altri canali sono stati tombinati o interrati a partire da fine '800: Acquette, Bovetta, Santa Sofia, insieme a una cospicua parte del Naviglio Interno.
La sequenza Tronco Maestro, Tronco Comune, Naviglio Interno, canali Santa Chiara, San Massimo e Roncajette costituiscono l'antico percorso del Bacchiglione sulle cui ansa e controansa si è sviluppata la citta prima veneta e poi romana.
A partire dagli anni 1950, le opere di interramento dei canali cittadini, in particolar modo del Naviglio Interno (oggi riviere Ponti Romani e Tito Livio), ne hanno decretato un lungo periodo di abbandono e hanno alterato irreparabilmente lo stretto connubio tra Padova e le sue acque. È solo negli anni 1990 che si è assistito a un recupero delle vie d'acqua cittadine, ora percorse nuovamente da imbarcazioni che ne promuovono il turismo fluviale.
Clima
La città presenta un clima tendenzialmente sub-continentale tipico della mw2wpianura Padana, mitigato tuttavia dalla vicinanza al mw3aMar Adriatico. Dal punto di vista legislativo, il comune di Padova ricade nella mw3qmw3gFascia Climatica E con 2383 mw3wgradi giorno,cite-ref-12[12] quindi il limite massimo consentito per l'accensione dei riscaldamenti è di 14 ore giornaliere dal 15 ottobre al 15 aprile. Tuttora, per i dati climatici si fa riferimento alla stazione meteorologica dell'mw5aOrto Botanico,cite-ref-13[13] una di quelle da cui l'mw6qARPAV raccoglie le informazioni inerenti al meteo urbano (l'altra si trova a mw6gLegnaro, fuori dei confini comunali). Le temperature di seguito riportate fanno riferimento ai dati relativi al periodo che va dal 1951 al 2000.cite-ref-14[14]
| Padova | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Stagioni | Stagioni | Stagioni | Stagioni | Anno |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Padova | Gen | Feb | Mar | Apr | Mag | Giu | Lug | Ago | Set | Ott | Nov | Dic | Inv | Pri | Est | Aut | Anno |
| T. max. media ( °C ) | 5,3 | 8,2 | 12,7 | 17,3 | 22,2 | 26,3 | 28,8 | 28,1 | 24,1 | 17,9 | 11,4 | 6,6 | 6,7 | 17,4 | 27,7 | 17,8 | 17,4 |
| T. media ( °C ) | 2,1 | 4,3 | 8,4 | 12,7 | 17,2 | 21,1 | 23,3 | 22,7 | 19,2 | 13,7 | 8,0 | 3,6 | 3,3 | 12,8 | 22,4 | 13,6 | 13,0 |
| T. min. media ( °C ) | −1,1 | 0,4 | 4,1 | 8,1 | 12,3 | 15,9 | 18,9 | 17,3 | 14,2 | 9,5 | 4,5 | 0,6 | 0,0 | 8,2 | 17,4 | 9,4 | 8,7 |
| Giorni di gelo ( T min ≤ 0 °C ) | 23 | 18 | 5 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 3 | 20 | 61 | 5 | 0 | 3 | 69 |
| Precipitazioni ( mm ) | 48 | 49 | 68 | 79 | 82 | 82 | 60 | 59 | 67 | 83 | 82 | 61 | 158 | 229 | 201 | 232 | 820 |
| Giorni di pioggia | 6 | 5 | 7 | 9 | 9 | 8 | 7 | 6 | 7 | 8 | 8 | 7 | 18 | 25 | 21 | 23 | 87 |
| Umidità relativa media (%) | 80 | 73 | 69 | 70 | 69 | 70 | 68 | 69 | 71 | 74 | 77 | 81 | 78 | 69,3 | 69 | 74 | 72,6 |
| Eliofania assoluta ( ore al giorno ) | 3 | 4 | 5 | 6 | 7 | 9 | 10 | 9 | 6 | 4 | 3 | 2 | 3 | 6 | 9,3 | 4,3 | 5,7 |
A Padova si registrano anche temperature abbastanza basse, in particolare nel periodo che va dalla metà di dicembre alla metà di gennaio, dovute per lo più a masse di aria fredda sub-polare provenienti da nord (Scandinavia) o da est (Est europeo e Balcani) che non troppo spesso portano abbondanti precipitazioni nevose. Il triangolo Padova-Vicenza-Rovigo è la zona più nevosa della pianura veneta, con una media nivometrica annua storica per Padova e provincia che oscilla tra 10 e 30 centimetri, 15–20mw8q cm in città;cite-ref-15[15]cite-ref-16[16] media inferiore a diverse zone del nord-ovest e dell'Emilia, ma maggiore rispetto a Liguria e ad altre zone pianeggianti del nord-est (Venezia, Verona, Udine).
La città soffre del problema del surriscaldamento urbano e il centro annovera valori superiori alla provincia di ben un grado. È presente il fenomeno dell'inversione termica, con temperature diurne non superiori ai 3 gradi e a volte inferiori agli 0mw-w °C nelle frequenti giornate nebbiose; negli ultimi anni il perdurare della nebbia anche durante il giorno è meno frequente, a differenza della Bassa Padovana e del Rodigino. Negli anni settanta e soprattutto nei novanta del XX secolo, la media nivometrica di Padova è calata, mentre negli anni sessanta, ottanta e nel decennio dal 2001 al 2010 si sono registrati valori maggiori; i record della seconda metà del XX secolo di accumulo nevoso per la città si verificarono nel 1956 e nel 1985 con 55mw-a cm.
Nell'inverno padovano vi sono giornate in cui la temperatura nelle ore più calde arriva a 12 gradi, e si ha una repentina caduta con valori inferiori allo zero al calar della sera, con una notevole escursione termica. L'esposizione alle correnti di bora e l'innevamento del suolo possono invece portare a temperature più rigide, con qualche grado sotto lo zero di notte. Il record assoluto è rappresentato dai -19.8mw-g °C registrati presso l'aeroporto nel gennaio 1985. Molto più rigido e nevoso era il clima invernale tra i secoli XVII e XIX, quando la neve permaneva a lungo al suolo, e le giornate "di ghiaccio" (cioè sempre sotto gli 0mw-w °C nelle 24h) erano piuttosto frequenti. Ricordiamo tuttavia che in quei secoli vennero annoverate temperature molto basse in molte zone d'Europa, periodo infatti noto come mwaqaPiccola Età Glaciale (vedi mwaqeInverni freddi in Europa dal XV secolo).
mwaqmGli inverni sono solitamente piuttosto rigidi, con minime spesso al di sotto dello zero, soprattutto da fine dicembre a metà febbraio; le precipitazioni sono generalmente scarse e solo sporadicamente nevose in questi ultimi anni. Fino a metà anni settanta erano invece abbastanza frequenti e, in qualche caso, anche abbondanti. In questo secolo, dopo una scomparsa quasi totale negli anni novanta del secolo scorso, si sono ripresentate con una certa frequenza, favorite da infiltrazioni fredde provenienti da est. Caratteristici della zona sono infatti i venti da nord-est (la bora dell’alto Adriatico), provocati da basse pressioni che si formano sul Golfo di Genova; questi portano sensibili cali termici e, talvolta, episodi di burrasca con neve (anche questi, del tutto scomparsi per molti anni, evidenziano una certa tendenza al ritorno in questi ultimi anni, soprattutto a fine inverno). Le nebbie sono un fenomeno caratteristico e comune per tutta la val Padana e sono presenti anche a Padova, seppure in misura minore rispetto al passato; la loro diminuzione va riferita più che alla provincia al centro urbano, che costituisce una grossa 'isola di calore'. Le brinate, intense un tempo e durevoli anche per tutto il giorno fino anche a 10 giorni consecutivi, sono molto ridimensionate e solo eccezionalmente insistono in zona urbana per tutto il giorno. Il cuscinetto freddo, fenomeno importante nelle zone più interne della pianura padana, soprattutto nel Piemonte, è a Padova evento ormai piuttosto modesto e raramente produce, come nel lontano passato, precipitazioni nevose durature per scorrimento di aria più calda in quota per l’arrivo di perturbazioni atlantiche. Venti caratteristici su Padova sono quelli da nord/ nord-est (bora e tramontana), lo scirocco (che porta aumenti termici sensibili e talore piogge consistenti), il maestrale in autunno; solo in qualche occasione arriva anche un debole mwaqqfohn, il vento di caduta caratteristico delle zone alpine, che riscalda le fredde e limpide giornate invernali.
mwaqyLe estati sono molto calde e afose, con un clima che mette a severo disagio il viaggiatore proveniente da climi più secchi. Non sono pochi i giorni di giugno, luglio e agosto in cui la combinazione tra alte temperature ed elevate umidità relative rende molto disagevole l’ambiente climatico. Le precipitazioni sono in genere scarse, ma talvolta l’irruzione di aria fredda produce episodi temporaleschi anche di forte intensità, soprattutto verso la fine dell’estate; frequenti sono le grandinate, anche con dimensioni pericolose dei chicchi (2 settembre 1982, 28 agosto 2003 le più rovinose), e i colpi di vento talvolta producono danni consistenti. Le temperature massime sono attorno ai 34, 35mwaqc °C e possono perdurare anche per più giorni; punte da record si sono verificate nel luglio 2006, con anche 37mwaqg °C, indotte da anticicloni a matrice nord-africana. La temperatura più alta fu registrata all'Orto Botanico nell'agosto 2003 con +39.8mwaqk °C.
A tal proposito vengono riportati i dati meteorologici principali riferiti al periodo 2000-2016 (stazione di Padova Orto Botanico). I suddetti dati sono stati resi disponibili dall'ARPAV.cite-ref-17[17]
| Dati meteo | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Stagioni | Stagioni | Stagioni | Stagioni | Anno |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Dati meteo | Gen | Feb | Mar | Apr | Mag | Giu | Lug | Ago | Set | Ott | Nov | Dic | Inv | Pri | Est | Aut | Anno |
| T. max. media ( °C ) | 7,3 | 9,6 | 14,5 | 19,1 | 24,0 | 27,9 | 30,2 | 29,9 | 24,8 | 18,7 | 12,8 | 8,1 | 8,3 | 19,2 | 29,3 | 18,8 | 18,9 |
| T. media ( °C ) | 3,9 | 5,4 | 9,7 | 14,0 | 18,7 | 22,7 | 24,7 | 24,0 | 19,4 | 14,5 | 9,5 | 4,8 | 4,7 | 14,1 | 23,8 | 14,5 | 14,3 |
| T. min. media ( °C ) | 1,5 | 2,3 | 5,8 | 9,7 | 14,1 | 18,0 | 19,9 | 19,4 | 15,5 | 11,4 | 7,0 | 2,2 | 2,0 | 9,9 | 19,1 | 11,3 | 10,6 |
| Precipitazioni ( mm ) | 57,7 | 76,6 | 81,6 | 83,8 | 101,9 | 80,0 | 72,6 | 77,5 | 92,1 | 94,3 | 108,69 | 60,6 | 194,9 | 267,3 | 230,1 | 295,1 | 987,4 |
| Giorni di pioggia | 6 | 6 | 7 | 9 | 9 | 7 | 6 | 7 | 6 | 8 | 8 | 6 | 18 | 25 | 20 | 22 | 85 |
| Umidità relativa media (%) | 82 | 76 | 72 | 71 | 69 | 67 | 65 | 69 | 73 | 81 | 84 | 82 | 80 | 70,7 | 67 | 79,3 | 74,3 |
Frequentemente la città è soggetta a temporali estivi, che allo scontro di masse d'aria diverse (fronti freddi che interrompono la calura) possono diventare violenti, con grandinate e forti colpi di vento soprattutto nella prima metà di giugno e nell'ultima di agosto. Fra le diverse mwaretrombe d'aria che si sono verificate, particolari furono quella distruttiva dell'agosto 1756 e quella che sfiorò la città per poi investire mwariVenezia nel settembre 1970.
La mwarqprimavera e l'mwaruautunno sono stagioni di passaggio, per loro natura incerte e spesso turbolente. Sono generalmente le stagioni più piovose (la più secca è l'mwaryinverno) e presentano forti differenze termiche da mese a mese. Se marzo e novembre possono presentarsi come mesi invernali, con gelate e nevicate, ad aprile e ottobre si possono anche godere i primi/ultimi caldi (pur se raramente e a livelli gradevoli, non fastidiosi come l'afa estiva); mentre maggio e settembre hanno caratteristiche nettamente più vicine all'mwarcestate, specialmente per quanto riguarda il primo mese autunnale, mentre l'ultimo mese primaverile è più frequentemente perturbato.
mwarkLe primavere negli ultimi anni dimostrano una certa tendenza a un prolungamento della stagione fredda, con ripetuti afflussi freddi dai Balcani che si susseguono anche fino ad aprile inoltrato, con episodi anche nevosi. Discreti sono gli apporti di pioggia. Maggio è caratterizzato dai primi caldi che possono arrivare anche sui 30mwaro °C. Anni anomali presentano periodi caldi anche in aprile, ma la tendenza degli ultimi anni per i mesi di marzo e di aprile è per un clima fresco, caratterizzato da tempo prevalente da est. In questi mesi compaiono anche i primi temporali caratteristici della pianura padana, solo eccezionalmente di una certa intensità
mwarwL’autunno negli ultimi decenni dimostra sempre più una tendenza a essere un prolungamento dell’estate, con temperature abbastanza alte nel primo periodo, in lenta discesa verso il suo finire; sembrano comunque ormai assenti le poderose irruzioni di aria fredda che a partire da metà novembre un tempo segnavano l’arrivo della stagione fredda; solo qualche episodio di maestrale preannuncia in questi ultimi anni il sopraggiungere dell’inverno. La stagione autunnale a Padova è contraddistinta solitamente da un guasto nel tempo verso la fine di settembre, da belle giornate in ottobre, che durano anche per un lungo periodo e infine da un clima umido e nebbioso in novembre. Le precipitazioni possono essere a volte abbastanza intense, con sciroccate pronunciate; più raramente, si hanno autunni secchi.
Origini del nome
L'mwar8etimologia del mwasatoponimo è incerta, ma è evidente l'assonanza con l'antico nome del mwasePo mwasi(Padus). Vi si potrebbe riconoscere la radice mwasmindoeuropea mwasqpat-, in riferimento forse a un luogo pianeggiante e aperto, contrapposto alle vicine zone collinari (in latino da questa radice deriva la parola "patera" che sta appunto per "piatto"), a cui si deve aggiungere un ulteriore suffisso "-av" (come nel fiume Timavo), di antica origine venetica, indicante appunto la presenza di un fiume, appunto il Brenta-Medoacus. Inoltre la terminazione "-ium", nel nome romano Patavium, indica la presenza di più villaggi poi unificatisi.cite-ref-18[18] Il nome italiano della città, assonante nella terminazione con Genova (mwaskGenua) e Mantova (mwasoMantua), mostra uno slittamento dall'antico mwassPatavium a un mwaswPadua tardoantico e altomedievale, rimasto, ad esempio, anche nell'mwas0esonimo inglese della città.
Storia
Fondazione
Insediamenti mwatspreistorici sono stati accertati dall'mwatwarcheologia, già a partire dall'XI secolo a.C. - X secolo a.C.,cite-ref-19[N 1] mwauetopograficamente in corrispondenza dell'odierno centro di Padova. La leggenda narra che la fondazione di Padova sia avvenuta nel 1132 a.C. per opera di mwauiAntenore, un principe troiano scampato alla distruzione di mwaumTroia; leggenda riportata anche dallo storico padovano mwauqTito Livio, nel suo mwauuAb urbe condita" (la storia di Roma) per sancire l'antica alleanza che univa la propria città a mwauyRoma.
Rappresentando uno dei principali centri della cultura mwaugpaleoveneta, l'antica Padova sorse all'interno di un'ansa del fiume mwaukBrenta (durante l'antichità chiamato mwauoMedoacus Major) che allora (probabilmente fino al mwaus589) scorreva nell'alveo dell'odierno mwauwBacchiglione (al tempo denominato mwau0Medoacus Minor o mwau4Edrone), entrando in città nei pressi della attuale Specola.<in epoca storica il fiume di Padova città è sempre stato il solo odierno Bacchiglione come appurato da recenti studi dell'Università di Padova suffragati anche da carotaggi geologici>
Nel 302 a.C. Patavium dovette sostenere l'attacco portato da una flotta spartana condotta dal principe mwavaCleonimo. Gli spartani, dopo aver attraccato le loro navi alla foce del Brenta, in un primo tempo riuscirono nel loro intento di saccheggio, cogliendo di sorpresa gli abitanti della città. Ma poi i patavini, riorganizzatisi, ricacciarono in mare gli invasori greci, infliggendo loro gravi perdite; infatti solo un quinto della loro flotta riuscì a mettersi in salvo prendendo il mare.cite-ref-tlx2-20-0[19]
Storia antica
Già a partire dal 226 a.C. gli antichi patavini strinsero un'alleanza con mwavsRoma contro i mwavwGalli Cisalpini, alleanza poi confermata più volte, in particolare al tempo della mwav0Battaglia di Canne (216 a.C.) e della mwav4guerra sociale (91 a.C.), quando Padova e altre città transpadane combatterono al fianco dei romani. Dal 49 a.C. divenne un mwav8municipium romano, e in età mwawaaugustea entrò a far parte della mwaweX Regio, della quale costituiva uno dei centri più importanti.
Durante l'epoca imperiale la città divenne molto ricca grazie alla lavorazione delle lane provenienti dai pascoli dell'mwawmaltopiano di Asiago. Dalla città passavano (o partivano) numerose strade che la congiungevano con i principali centri romani dell'epoca: la mwawqvia Annia che la congiungeva con mwawuAdria e mwawyAquileia, la via Medoaci che portava alla mwawcValsugana e all'mwawgaltopiano di Asiago, la via Astacus che la congiungeva con mwawkVicentia, la mwawovia Aurelia che portava ad mwawsAsolo, la via Aponense che la collegava ai centri termali dei mwawwColli Euganei. Sia a nord che a sud della città vi erano estese mwaw0centuriazioni. In mwaw4epoca romana il territorio di Padova era attraversato da un'altra importante mwaw8strada romana, la mwaxamwaxevia Gallica.
In epoca romana, Padovacite-ref-21[N 2] fu patria di mwaxcTito Livio, insigne storico mwaxgromano (nello stesso periodo, diede i natali ai letterati mwaxkGaio Valerio Flacco, mwaxoQuinto Asconio Pediano, Trasea Peto,cite-ref-22[N 3] di cui vi è ancora ricordo nella mwax8toponomastica cittadina).
Storia medievale
Con la caduta dell'impero Padova riuscì a mantenere un'economia solida, ma nel primo periodo delle mwaywinvasioni barbariche fu più volte devastata, prima dagli mway0Unni nel 452-453 e poi nel 601 dai mway4Longobardi di mway8Agilulfo, che la incendiò e la rase al suolo per impedire il ritorno dei bizantini. Le invasioni, unite alle periodiche alluvioni, portarono a un crescente spopolamento del comune. Verso la fine dell'VIII secolo, la stabilità portata da mwazaCarlo Magno e le opere di bonifica e canalizzazione eseguite dai mwazebenedettini fecero ripartire l'economia cittadina e posero fine a due secoli di crisi, dando il via alla riurbanizzazione. I danni delle successive alluvioni, mitigati dalle opere dei monaci, furono aggravati dalle devastazioni operate in città dagli mwaziUngari nell'899, nonché dai terremoti del 1004 e mwazmdel 1117.cite-ref-comune-23-0[20]
Questi secoli videro la progressiva affermazione del mwazkpotere temporale dei vescovi in città e la sempre maggiore influenza nelle campagne di famiglie di origine tedesca e mwazofranca come i mwazsCamposampiero, gli mwazwEste, i mwaz0Da Romano e i mwaz4Da Carrara. Si delineò di conseguenza la contrapposizione tra mwaz8guelfi e ghibellini, che appoggiavano rispettivamente il papato e l'impero, una divisione che avrebbe portato alle sanguinose lotte intestine dell'mwaaaetà comunale.cite-ref-comune-23-1[20]
Nel mwaayBasso Medioevo Padova si distinse come mwaacLibero comune, partecipando alla Lega Veronese e alla mwaagLega Lombarda contro l'imperatore mwaakFederico Barbarossa.cite-ref-comune-23-2[20] Nel periodo comunale la città si arricchì e al 1222 risale la fondazione dell'mwaa4Università, una delle più antiche del mondo.cite-ref-comune2-24-0[21] Passata tra le file ghibelline durante la dominazione di mwabmEzzelino III da Romano,cite-ref-comune-23-3[20] alla sua morte tornò sotto il controllo dei guelfi e divenne oggetto di continui attacchi dei ghibellini veronesi che portarono, nel 1318, alla mwabgsignoria dei mwabkCarraresi. Ebbe inizio un periodo di nuovo splendore per Padova, in cui fiorirono l'economia e le arti. Famiglie nobili alleate, come i mwaboBuzzaccarini, commissionarono il ciclo di affreschi del Battistero del Duomo ed eressero la Chiesa dei Servi. Nello stesso periodo, tuttavia, proseguirono le guerre con Verona, nonché quelle con Venezia e Milano. L'ambizione dei Carraresi segnò la fine degli mwabsScaligeri veronesi e degli stessi Carraresi, che dapprima videro l'occupazione di Padova da parte del duca di Milano mwabwGian Galeazzo Visconti dal 1388 al 1390 dopo la presa di Verona nel 1387, e poi furono definitivamente sconfitti dalla mwab0Repubblica di Venezia nel 1405 nella mwab4guerra di Padova, dopo la quale ebbe inizio il lungo periodo di mwab8dedizione a Venezia.cite-ref-comune2-24-1[21]
Storia moderna
Nei successivi quattro secoli Padova, pur perdendo importanza politica, poté godere della pace e della prosperità assicurata dalla signoria veneziana, nonché della libertà garantita alla sua Università, che richiamò studenti e insegnanti da tutta Europa, divenendo uno dei maggiori centri dell'mwac0aristotelismo e attirando numerosi e illustri intellettuali, come mwac4Galileo Galilei. Nel 1509, durante la mwac8guerra della Lega di Cambrai, Padova dovette subire un terribile assedio, che fu però respinto. Dopo lo scampato pericolo, la Serenissima procedette a opere di fortificazione, costruendo la mwadacinta muraria che ancora oggi presenta gran parte dell'aspetto originale. Nel 1571 Padova contribuì alla vittoria di Lepanto inviando cento gentiluomini tra cui si distinsero i condottieri di galera Pataro mwadeBuzzaccarini e Marcantonio Santuliana.
Storia contemporanea
Caduta la Serenissima (1797), la città fu ceduta da mwadqNapoleone Bonaparte all'mwaduAustria. Dopo una breve parentesi all'interno del mwadyRegno d'Italia napoleonico, entrò a far parte nel 1815 del mwadcRegno Lombardo-Veneto mwadgasburgico. L'8 febbraio 1848 vide un'insurrezione contro il dominio austriaco, guidata in particolare dagli studenti universitari. Padova entrò a far parte del mwadkRegno d'Italia solo nel 1866, in seguito alla mwadoterza guerra di indipendenza.
Nel corso della mwadwprima guerra mondiale, la città era il quartier generale delle forze militari italiane. Merita un cenno il fatto che l'ardimentosa (e pacifica) impresa del mwad0Volo su Vienna, di mwad4dannunziana memoria, prese le mosse dalle vicinanze di Padova (mwad8Castello di mwaeaSan Pelagio in comune di mwaeeDue Carrare, 9 agosto 1918). Nei pressi della città, a mwaeiBattaglia Terme il castello di Lispida fu adibito a residenza del re Vittorio Emanuele III. A mwaemVilla Giusti (in località mwaeqMandria di Padova) fu firmato l'mwaeuarmistizio che pose termine al conflitto.
Nella mwaecseconda guerra mondiale Padova fu un importante centro della mwaegresistenza contro il nazifascismo. Numerosi studenti e insegnanti universitari parteciparono alla mwaeklotta partigiana, a cominciare dallo stesso rettore mwaeoConcetto Marchesi. Per questo motivo l'mwaesUniversità degli Studi di Padova fu premiata (unica università italiana a ricevere tale onorificenza) con la mwaewmedaglia d'oro al Valor Militare. Alla rivolta partigiana iniziata in città nella notte tra il 26 e 27 aprile 1945, fece seguito nella tarda serata del 28 aprile l'ingresso delle truppe di liberazione britanniche e neozelandesi.cite-ref-25[22]
Gli anni del dopoguerra sono stati per Padova di continuo sviluppo urbanistico ed economico grazie anche alla sua collocazione geografica, al centro di importanti vie di comunicazione che hanno favorito industrie e servizi. La crisi sociale e politica degli anni 1970 vide il polarizzarsi delle tensioni in vicende spesso collegate all'estremismo di frange della comunità studentesca di Padova. Fu una delle città dove organizzazioni come mwafiPotere Operaio e mwafmAutonomia Operaia furono più forti, insieme a mwafqRoma e mwafuBologna. Questi movimenti a forte componente studentesca nacquero sotto l'egida di professori della facoltà di Scienze politiche quali mwafyAntonio Negri. In città le mwafcBrigate Rosse misero a segno il loro primo delitto rivendicato con l'mwafgattacco alla sede dell'MSI nel 1974.
A Padova agirono anche organizzazioni eversive neofasciste come mwafoOrdine Nuovo e soprattutto la mwafsRosa dei venti, organizzazione eversiva parallela al mwafwSID, servizio segreto delle forze armate italiane, accusata di collaborare anche con strutture della mwaf0NATO nella lotta al comunismo.cite-ref-26[23] Negli anni novanta molti furono i politici e gli imprenditori padovani coinvolti nei vari scandali di mwagiMani pulite e mwagmTangentopoli.cite-ref-27[24]
Tra la fine del XX e l'inizio del XXI secolo, la città ha vissuto importanti cambiamenti urbanistici, con la costruzione di nuovi moderni edifici direzionali e residenziali e con un profondo rinnovo della viabilità, articolatosi intorno alla realizzazione della mwagktangenziale cittadina e della mwagotranvia di Padova.
Simboli
Lo stemma è stato riconosciuto con decreto del Capo del Governo del 22 agosto 1941.cite-ref-28[25]
Stemma
«D'argento, alla croce di rosso. Corona: d'oro gemmata di otto fioroni (cinque visibili).»
Gonfalone
«Drappo di bianco alla croce di rosso, ornato di volute alternate di fogliami d'oro, terminante nel basso con cinque liste, di cui la mediana di rosso e le altre quattro laterali di bianco cariche delle volute suddette, bordate e frangiate d'oro. Il drappo sarà appeso ad un'asta orizzontale e sostenuta da cordoni d'oro ad un’altra verticale, ambedue le aste foderate di velluto rosso con bullette dorate poste a spirale. L'asta verticale sarà cimata da una sfera armillare dorata di tre cerchi disposti in forma di croce.»
Onorificenze
Grande medaglia d'argento di benemerenza per il terremoto calabro-siculo (1908)
«Alla Città di Padova»
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Elenco delle ricompense conferite ai benemeriti in occasione del terremoto calabro-siculo 28 dicembre 1908 con RR. decreti 7 e 21 luglio, 9 agosto, 23 settembre 1910; 23 febbraio, 16 marzo, 27 maggio 1911, in Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia n. 130 del 30 giugno 1911
Medaglia d'oro al merito della sanità pubblica
«Per i valori espressi nel campo sanitario e didattico durante la “Grande Guerra”, dove Padova si distinse nell’assistenza sanitaria, divenendo una vera e propria “Città ospedale militare”. La città riuscì a sopperire alla carenza di medici impegnati al fronte, si approntarono circa 8000 posti letto in edifici pubblici e privati, organizzando altresì corsi accelerati di medicina e chirurgia per oltre 1000 studenti provenienti da tutte le università italiane»
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Decreto del Presidente della Repubblica 28 marzo 2025
Monumenti e luoghi d'interesse
L'apparato monumentale (nella più vasta accezione) del contesto urbano, quale oggi si offre all'osservazione del visitatore, testimonia largamente le varie fasi della vicenda storica patavina.
Se, difatti, non è più presente alcuna traccia delle (supposte) origini preistorico-leggendarie, ogni altra fase cronologica ha lasciato tangibili manifestazioni in altrettanti luoghi salienti e caratteristici, a partire dall'Arena romana, passando per le varie cinte murarie, torri medievali, palazzi di età signorile, chiese e altri luoghi di culto (cristiani e non), edifici simbolici del potere civile, templi della cultura (il mwaicBo, l'Orto botanico), fino a espressioni di architettura d'avanguardia (quali, ad esempio, il monumento di mwaigDaniel Libeskind ai caduti delle Torri Gemelle di New York, o la mwaikTorre Net).
Architetture religiose
Tra i luoghi di culto cattolici, il maggiore è la mwajibasilica cattedrale di santa Maria Assunta sede della mwajmdiocesi di Padova, ma è altresì importante la mwajqpontificia basilica di sant'Antonio, santuario internazionale e tra le principali mete del turismo religioso al mondo. In Prato della Valle sorge poi la mwajubasilica di Santa Giustina, abbaziale, che ospita insigni reliquie. Numerose sono i luoghi di culto: le chiese mwajyromaniche mwajcdi Santa Sofia, mwajgdi San Nicolò e il mwajkBattistero; le chiese gotiche mwajodegli Eremitani, mwajsdi Santa Maria dei Servi, mwajwdi San Francesco Grande; le opere dello mwaj0Scamozzi: mwaj4di San Gaetano e mwaj8di Ognissanti; infine la grande mwakaBasilica del Carmine, il mwakeSantuario di San Leopoldo Mandic e il mwakicimitero Maggiore di Padova, costruito nell'Ottocento.
La mwakqSinagoga di Padova,cite-ref-30[27] situata nella zona centrale del ghetto (adiacente alle piazze) con gli antichi cimiteri ebraici – situati nella contrada Savonarola – testimoniano la vivace attività della comunità giudaica nella città.
Vicino allo studentato di via Campagnola è stata rinvenuta una mwakonecropoli di 220 tombe risalenti datate tra l'mwaksetà augustea fino al II sec. dopo Cristo, unitamente a un nucleo più antico datato tra il quinto e sesto secolo avanti Cristo.cite-ref-31[28]
Architetture civili
• mwal4Palazzo Comunale, municipio cittadino, di cui fa parte il mwal8Palazzo della Ragione.
• mwamePalazzo del Bo, sede storica dell'università
• mwammArco Valaresso
• mwamuTorre dell'Orologio
• mwamcCaffè Pedrocchi, il "caffè senza porte"
• mwamkLoggia del Consiglio
• mwamsPalazzo Liviano, sede della facoltà di lettere e filosofia dell'Università
• mwam0Palazzo del Monte di Pietà in piazza del Duomo, attuale sede della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo
• mwaneCentro Culturale Altinate
• mwanmLoggia Amulea
• mwanuLoggia dei Carraresi
• mwancPrato della Valle
Palazzi di Padova
• mwaoaLoggia e Odeo Cornaro a Palazzo Cornaro, il primo teatro dell'età post classica
• mwaoiPalazzo Angeli
• Palazzo Sambonifacio in contrà Scalona
• mwaouPalazzo Maldura, altra sede storica della facoltà di lettere e filosofia dell'Università
• mwaocPalazzo Zuckermann, sede distaccata dei Musei Civici agli Eremitani
• mwaokPalazzo Zabarella, sede di mostre ed eventi culturali
• mwaosPalazzo Cavalli alle Porte Contarine, sede della scuola di ingegneria, del dipartimento di geoscienze e di istituti dell'Università
• mwao0Palazzo Mussato
• mwao8Palazzo Grimani
• mwapePalazzo Mocenigo
• mwapmPalazzo Capodilista
• mwapuPalazzo Papafava dei Carraresi, che nel periodo della mwapyRepubblica di Salò divenne sede del Ministero dell'Educazione Nazionale
• mwapgPalazzo Pisani de Lazzara
• mwapoVilla Molin
• mwapwPalazzo Zacco al Prà
• Palazzo Sacerdoti in mwap8Prato della Valle uno degli edifici più caratteristici della città, fu progettato nel 1922 dall’ingegnere Augusto Berlese (1884-1941) in uno stile che risente di suggestioni di vario tipo (liberty, romanico, bizantino).
• Palazzo Santo Stefanocite-ref-32[29]
Portici
I mwaqwportici del centro di Padova si sviluppano per circa 25mwaq0 km,cite-ref-unescoportici-33-0[30] issando Padova al secondo posto dietro a Bologna, che possiede una mwarirete di portici estesa e ramificata come nessun'altra in Europa.cite-ref-34[31] La costruzione dei portici in città è un'antica tradizione, se ne trovano in stile romanico, gotico, rinascimentale, neoclassico e moderno.cite-ref-35[32] Originariamente lo sviluppo totale era maggiore, ma dopo che Padova fu sottomessa dalla mwarsrepubblica di Venezia (1405), diverse famiglie nobiliari eliminarono segmenti di porticati per dare risalto alle facciate dei propri palazzi.cite-ref-unescoportici-33-1[30]
Architetture militari
La città dal periodo medievale in poi ha avuto tre cerchie di mura che fortificavano la città succedutesi nel tempo.
La prima cerchia, costruita tra il 1195 e il 1210, è quella delle mura cosiddette "comunali" perché eretta durante il periodo del libero comune padovano. Essa cingeva la parte più centrale della città, la cosiddetta "insula" poiché interamente circondata da canali (oggi in parte scomparsi). Di questa cerchia restano tre porte: due di esse ancora oggi transitabili (mwasqporta Molino, mwasuporta Altinate, mwasyporta della Cittadella Vecchia) mentre una terza fu inglobata nel Trecento nelle strutture del mwascCastelvecchio. Inoltre rimangono numerosi tratti della cinta muraria lungo l'antico percorso, spesso inglobati tra costruzioni moderne.
Nel corso del Trecento, con l'espandersi delle aree urbanizzate furono realizzate, in vari momenti, le mura cosiddette "carraresi" perché costruite in gran parte durante la signoria dei Da Carrara. Di queste mura restano pochissimi resti visibili in alzato, e sono perlopiù inglobate in altre costruzioni e fortificazioni rinascimentali. Queste mura di stampo ancora medievale resistettero, con opportuni adattamenti, all'assedio che Padova subì nel 1509 ad opera delle truppe della mwasklega di Cambrai.
In seguito a questo assedio la mwassSerenissima decise di dotare la città di una nuova cerchia di mura adatta a resistere all'introduzione dell'artiglieria nelle tecniche di guerra. I lavori iniziarono nel 1513 per andare avanti circa fino alla metà del XVI secolo. Questa cerchia è ancora esistente quasi per intero seppur in diversi stati di conservazione a seconda dei vari tratti. Il suo perimetro è di circa 11 chilometri, con 20 bastioni e 6 porte (sulle 8 originarie). Queste mura sono solitamente denominate "veneziane" o "rinascimentali".
mwas0Archeologia
Necropoli IV secolo A.c.cite-ref-36[33]
Terme romanecite-ref-37[34]
Aree naturali
Secondo dati del 2005, la città di Padova può vantare mwaua2,5 km² di mwaueverde pubblico, di cui mwaui1,7 km² di verde attrezzato (compresi i parchi-giochi per bambini, le piste ciclabili, i campi polivalenti ecc.), che corrispondono al 2,7% della superficie comunalecite-ref-38[35]. Nel 2006 Padova ha vinto il primo premio mwaucLa città per il verde, assegnato in occasione della manifestazione mwaugmwaukEuroflora svoltasi a mwauoGenova.cite-ref-39[36]
Tra gli spazi verdi spicca l'mwavaOrto botanico di Padova, patrimonio mwaveUNESCO e il mwaviParco Treves de' Bonfili progettato da mwavmGiuseppe Jappelli.
Società
Evoluzione demografica
Abitanti censiticite-ref-40[37]
Al 31 dicembre 2019 la popolazione residente nel comune di Padova era 210 077 abitanti secondo i dati ISTAT.cite-ref-41[38]
Nel 2017 i nati sono stati mwawe1 438 (6,84‰), i morti mwawi2 582 (12,29‰)cite-ref-demoistat-42-0[39] con un incremento naturale di -mwawc1 144 unità rispetto al 2015 (-5,44‰). Il 31 agosto 2024, su una popolazione di mwawg210 440 abitanti, si contavano 36 836 stranieri (18,0%). Le famiglie contano in media 2,08 componenti (in costante calo).cite-ref-43[40] Inoltre Padova è con mwaw02 263,64 ab/km² la città più densamente popolata del Veneto.
Al 31 dicembre 2023 Padova risultava tra le città in Italia ad aver ricevuto il numero più alto di immigrati interni ed esterni (ovvero nuovi residenti trasferiti da altre zone d'Italia e dall'estero). Oggi solo il 44% degli abitanti risulta essere nato nel comune, mentre gli immigrati costituiscono la maggioranza della popolazione residente (56% nel 2023), provenienti in minima parte dalla provincia (5%) e in larga parte dalle altre provincie del Veneto, dal meridione e dalle isole (31%, e in costante aumento), in particolare da Puglia, Campania e Sicilia. I residenti a Padova nati all'estero costituiscono il 20% della popolazione residente e sono anch'essi in costante aumento. Il dato non tiene conto delle c.d. "seconde generazioni" ovvero residenti nati a Padova con origini familiari in altre parti d'Italia e del mondo.cite-ref-44[41]
A Padova è stata istituita una "Commissione speciale mwax0Città metropolitana", con lo scopo di coordinare le politiche del comune di Padova e dei comuni limitrofi su tematiche di importanza sovracomunale.cite-ref-47[44] Nel 2012 l'mwayiarea metropolitana di Padova contava mwaym401 269 abitanti.
Etnie e minoranze straniere
I cittadini stranieri residenti a Padova che hanno acquisito la cittadinanza italiana dal 2007 al 2020, sono 9 110, pari al 3,2% della popolazione residente, e in costante aumento.cite-ref-51[48]
La comunità straniera più numerosa è quella proveniente dalla mwazgRomania con il 27,0% di tutti gli stranieri presenti sul territorio, seguita dalla mwazkMoldavia (10,9%) e dalla mwazoRepubblica Popolare Cinese (8,4%).
Religione
mwa0iSede vescovile a capo di una delle mwa0mdiocesi più estese e antiche d'Italia è universalmente conosciuta anche come la mwa0qcittà del Santo, appellativo con cui viene chiamato a Padova mwa0usant'Antonio, il famoso mwa0yfrancescano mwa0cportoghese, nato a mwa0gLisbona nel 1195, che visse in città per alcuni anni e vi morì il 13 giugnocite-ref-52[N 4] 1231. I resti del Santo sono conservati nella mwa00Basilica di Sant'Antonio, importante meta di pellegrinaggio della cristianità e uno dei monumenti principali cittadini. mwa04Antonio è uno dei quattro santi patroni della città con mwa08Giustina, mwa1aProsdocimo e mwa1eDaniele. A Padova si venerano pure le reliquie di mwa1isan Luca, mwa1msan Mattia (entrambi gli apostoli riposerebbero presso la mwa1qbasilica di Santa Giustina) e mwa1usan Leopoldo Mandić. Nel 1829, Padova fu la sede del primo mwa1yConvitto Rabbinico, importante istituzione dell'mwa1cebraismo italianocite-ref-53[49].
Tradizioni e folclore
I "senza"
• "Santo senza nome", perché mwa2kSant'Antonio, di cui è tradizionalmente popolare la devozione, è comunemente chiamato "il Santo" per mwa2oantonomasia, con speciale riferimento alla mwa2sBasilica omonima;
• "Caffè senza porte", perché il monumentale mwa20Caffè Pedrocchi, storico locale cittadino, sino al 1916, era aperto ventiquattro ore al giorno;
• "Prato senza erba", perché il mwa28Prato della Valle, spettacolare "piazza", la più grande d'Europa secondo alcuni,cite-ref-56[51] era in realtà fino alla fine del XVIII secolo, periodo in cui assunse la sistemazione attuale grazie ad Andrea Memmo, una superficie paludosacite-ref-57[52] dove si svolgeva la famosa "Fiera del Santo", trasformata in Fiera Campionaria nel 1919.
• "Capitello senza colonna", perché presso l'angolo nord-ovest del Palazzo della Ragione, detto il "Salone" dai Padovani, (coordinate: 45°24′26.5″N 11°52′29.2″Emwa3s45°24′26.5″N, 11°52′29.2″E) all'incrocio di una volta, c'è un capitello ma manca la colonna sottostante.
Le "due gatte"
Non sono molti, invece, a conoscere la storia delle "due gatte", che pure figurano tra le più curiose mwa38icone della città:
• mwa4ila mwa4mgatta di Sant'Andrea, una statua situata su una mwa4qcolonna nel piccolo sagrato antistante alla mwa4urelativa chiesa. Il monumento, composto da una scultura in pietra raffigurante un leone posto su una colonna d'età romana, è stato più volte distrutto, ricostruito e sostituito con copie, l'ultima delle quali è stata abbattuta il 23 settembre 2013 da un mezzo di trasporto in manovra.
• mwa4cil mwa4gbastione della Gattacite-ref-58[N 6], in corrispondenza dei mwa40Giardini della rotonda (alla confluenza delle odierne vie mwa44Paolo Sarpi e Codalunga), ci riporta all'mwa48assedio di Padova da parte degli imperiali di mwa5aMassimiliano I d'Asburgo, avvenuto nel 1509. Gli attaccanti – che si giovavano di una mwa5emacchina d'assedio denominata mwa5imwa5mgatto – erano quasi riusciti a penetrare in quel punto la seconda mwa5qcinta delle mura tuttora visibili, ma furono arrestati dall'ingegno di mwa5uCitolo da Perugia, mwa5ycapitano di ventura che mwa5cminò il varco appena in tempo. Per dileggio, i difensori issarono una gatta su una mwa5gpicca, sfidando i nemici a venirsela a prendere.cite-ref-59[53]
Il Canton del Gallo
È l'incrocio obliquo tra le vie: Roma, San Francesco, Otto febbraio e San Canziano (praticamente, l'angolo destro, guardando il portone principale del Palazzo del Bò).
È tradizionalmente considerato il punto più centrale della città, e pare si chiami così dal nome di una locanda o osteria che ivi sorgeva. Anche se oggi la circolazione veicolare è praticamente abolita mwa7min loco, fu proprio al Canton del Gallo che venne installata la prima pedana per il "vigile" che doveva disciplinare il trafficocite-ref-60[54].
Il toponimo Stanga
L'origine del toponimo viene fatta risalire all'mwa7sAlto Medioevo, durante il quale in questo luogo pare si tenessero i mwa7wduelli di mwa70campioni e mwa74bravi (due categorie di "spadaccini" mwa78mercenari che – in sostituzione degli effettivi portatori degli mwa8ainteressi controversi – si affrontavano con mwa8earmi rudimentali in una sorta di mwa8iordalia o mwa8mgiudizio di Dio, ossia il surrogato, secondo le usanze mwa8qbarbariche, del mwa8uprocesso come mezzo di appianamento delle liti mwa8ygiudiziarie). I sanguinosi scontri attiravano folle di curiosi, che dovevano accomodarsi oltre i paletti (le mwa8cstanghe, appunto) delimitanti l'agone.
Risulta che il mwa8kfenomeno fosse disciplinato da una mwa8olegge locale, in vigore dal 1236 al 1275. Essa, peraltro, oltre a stabilire i compensi dovuti a mwa8scampioni o mwa8wbravi, disponeva che questa "mwa80professione" fosse appannaggio dei soli padovani, o quanto meno di chi risiedesse nelle vicinanze della città.cite-ref-61[55]
In realtà diverse città dell'ex Repubblica Veneta (tra cui la vicina mwa9mVicenza) denominano "Stanga" la zona esterna alla loro porta orientale; è possibile che mwa9qstanga stia semplicemente per mwa9uzona posta a oriente (si confronti mwa9ystangare, lemma mwa9clagunare per mwa9ggirare a sinistra con un'imbarcazione, mwa9ksanca e mwa9ostânga, ovvero mwa9ssinistra rispettivamente in mwa9wveneto e in mwa90romeno).
Istituzioni enti e associazioni
Ospedali e sanità
La città di Padova è principalmente servita dal polo universitario-ospedaliero dell'Azienda Ospedale-Università di Padova (un tempo Ospedale Giustinianeo e poi Ospedale Civile). Altro nosocomio cittadino è l'Ospedale S. Antonio (ex Centro Traumatologico Ortopedico, CTO) appartenente alla stessa Azienda Ospedale-Università di Padova. È inoltre sede dell'mwa-cIstituto Oncologico Veneto (IOV), struttura riconosciuta come mwa-gIstituto di ricovero e cura a carattere scientifico (IRCCS) dedicato alla cura dei tumori e alla ricerca in campo oncologico.
Sempre in città vi è la sede del Centro Militare di Medicina Legale (CMML), ex-Ospedale Militare, e il Complesso Socio Sanitario dei Colli, ex-Ospedale Psichiatrico ora adibito a centro poliambulatoriale dell'ULSS. Nel 2003 è stato chiuso il centrale Ospedale Geriatrico.
Il Centro Gallucci presso l'Azienda Ospedaliera di Padova occupa un posto rilevante in Italia per i trapianti e la chirurgia cardiaca. Prende il nome dal cardiochirurgo mwa-uVincenzo Gallucci che a Padova nel 1985 eseguì il primo mwa-ytrapianto di cuore in Italia. Inoltre presso il centro è stato eseguito il primo impianto di cuore artificiale in Italia il 10 dicembre 2007.cite-ref-64[58]
Le associazioni di pubblica assistenza presenti nel territorio della città sono la sede padovana della mwa-wCroce Rossa Italiana, la mwa-0P.O. Croce Verde, la Croce Bianca, la ZIP Onlus e la Croce Padova.
Cultura
Istruzione
(inglese)
«For the great desire I had to see
fair Padua, nursery of arts, I am arrived…
and am to Padua come, as he that leaves
a shallow plash to plunge in the deep, and
with satiety seeks to quench his thirst.»
(italiano)
«Per il grande desiderio che avevo
di vedere la Bella Padova, culla delle arti, sono arrivato…
ed a Padova sono venuto, come chi lascia uno stagno
per tuffarsi nel mare, e a sazietà cerca di placare la sua sete.»
(William Shakespeare, La bisbetica domata, Atto 1, Scena 1)
Università
L'mwbakUniversità degli Studi di Padova, fondata nel 1222, è una delle mwbaopiù antiche università al mondo e la seconda in Italia. Nel 2023 conta circa mwbas71 000 studenti e mwbaw2 200 docenticite-ref-65[59].
L'università venne fondata, secondo la tradizione, da un gruppo di studenti e professori che migrarono dall'mwbbiUniversità di Bologna alla ricerca di una maggiore libertà accademica tanto da assumere il motto "mwbbmUniversa Universis Patavina Libertas" ovvero "tutta intera, per tutti, la libertà nell'Università di Padova". È certo che scuole di diritto e medicina esistevano a Padova prima del 1222, questo infatti è l'anno nel quale per la prima volta in un atto notarile della città si nomina con precisione lo Studio Patavino (quindi già esistente) ed è così convenzionalmente ritenuto essere l'anno di fondazione.
Nel corso della sua storia, l'Università di Padova fu luogo d'incontro di alcune tra le più importanti personalità europee e italiane, tra le cui file si annoverano personaggi del calibro di mwbbuLeon Battista Alberti, mwbbyNiccolò Copernicocite-ref-66[N 7]cite-ref-67[N 8] e mwbb8Melchiorre Cesarotti. Dal 1592 per 18 anni consecutivi (definiti dall'interessato mwbcai migliori della sua vita), mwbceGalileo Galileicite-ref-68[N 9] resse la cattedra di mwbcymatematica presso l'ateneo patavino. Nel medesimo, per la prima volta al mondo (1678) si laureò una mwbccdonna: mwbcgElena Lucrezia Cornaro Piscopia.
mwbcoWilliam Harvey, l'illustre mwbcsmedico mwbcwinglese cui si deve la prima descrizione scientifica del mwbc0sistema circolatorio (1628), fu allievo a Padova di mwbc4Girolamo Fabrici. Va peraltro ricordato che in questa città sorse il primo mwbc8teatro anatomico (1594), e il fondatore della mwbdaScuola Clinica Padovana, mwbdeGiovanni Battista Monte, fu il primo medico a tenere le lezioni nelle corsie di un ospedale.
Nell'ambito dell'Università furono fondati anche l'mwbdmOrto botanico di Padova, il più antico orto botanico del mondo ancora esistente (1545), la mwbdqBiblioteca universitaria di Padova (1629) e la mwbduSpecola di Padova (1777).
Nel 2004 è stata istituita la mwbdcScuola Galileiana di Studi Superiori, con la collaborazione e sul modello della mwbdgScuola Normale Superiore di mwbdkPisa. Alla scuola si accede tramite un concorso molto selettivo; gli studenti ammessi si iscrivono ai corsi dell'Università di Padova, ma in più hanno alcuni benefici (ad esempio vitto e alloggio presso un collegio universitario), devono avere una media di esami particolarmente alta (almeno 27), e in più devono frequentare obbligatoriamente alcuni corsi specifici.
L'Ateneo gestisce anche nove Musei scientifici, fra cui il mwbdsMuseo di storia della fisica, ed è tra i membri fondatori del consorzio interuniversitario mwbdwCINECA.
La città ospita inoltre il mwbd4Conservatorio Cesare Pollini, fondato nel 1878 e dedicato all'mwbd8omonimo pianista, che ne fu anche il primo direttore. Vi ha sede la mwbeaScuola Italiana Design, istituto post-diploma specializzato nel design industriale e nella comunicazione del prodotto, che costituisce il dipartimento formativo del Parco Scientifico e Tecnologico Galileo.
Scuole e istituti
Padova ospita numerose mwbemscuole e tra queste le più degne di nota sono il Liceo ginnasio statale Tito Livio e il mwbeqLiceo scientifico statale Ippolito Nievo, che rappresentano la storica coppia di licei della città. Entrambi situati in pieno centro storico, il primo fu fondato nel 1872 al posto dell'ex mwbeumonastero di Santo Stefano, mentre il secondo venne creato nel 1923, in seguito alla mwbeyRiforma Gentile, ed è ospitato nel mwbecseicentesco Palazzo Cumani. Il Liceo Artistico Pietro Selvatico fu invece creato come mwbegscuola d'arte nel 1866 per volere dell'mwbekarchitetto e mwbeostorico dell'arte mwbesPietro Selvatico. Tra le mwbewscuole paritarie spicca l'mwbe0Istituto Vescovile G. Barbarigo, fondato nel 1919 per decreto ufficiale dell'allora mwbe4Vescovo di Padova mwbe8Luigi Pellizzo. Da menzionare è inoltre l'Istituto Tecnico Statale mwbfaGiovanni Battista Belzoni, fondato nel 1869 e dedicato all'mwbfeomonimo esploratore.
Musei
• mwbf8Musei Civici agli Eremitanicite-ref-69[60] - il circuito che va sotto questo nome comprende:
• nel complesso degli mwbgyEremitani:
• Sala multimediale della mwbgkcappella degli Scrovegni, per una visita virtuale dei celebri affreschi mwbgogiotteschi
• mwbhgPalazzo Zuckermann, che a sua volta ospita:
• Museo di arte applicata
• mwbhwMuseo Bottacincite-ref-70[N 10]
• mwbiuMuseo della Natura e dell'Uomo e altri 10 musei
• Museo archeologico ambientale delle acque del padovanocite-ref-71[61]
• mwbi4Museo diocesano di arte sacra
• Museo dell'internato ignoto (presso l'omonimo tempio)cite-ref-72[62]
• Museo della terza armata
• Museo della Padova Ebraica
• Museo delle antiche strumentazioni (istituto tecnico Belzoni-Boaga)
• Museo al Santo
• Oratorio di San Michele mwbjk(vedi mwbjoMonumenti di Padova § Chiese parrocchiali, oratorii e cappelle)
• mwbjwPonte di San Lorenzo
• Museo delle macchine "Enrico Bernardi"
• mwbj8Museo di storia della medicina nell'mwbkaospedale di San Francesco Grande.
• Museo del marinaio d'Italia
• Museo di zoologia
• mwbkqMuseo di storia della fisica
• Museo di mineralogia e petrografia e paleontologia
• mwbkcMuseo del precinema (collezione Minici Zotti)
• La mwbkkspecola e l'adiacente mwbkocastello di Ezzelino e Torlonga.
• mwbkwPalazzo Zabarella
• Museo di scienze archeologiche e d'arte
• Piano nobile del Caffè Pedrocchi
• mwblaEsapolis, mwbleinsettario
Accademia Galileiana di Scienze Lettere e Arti
Fondata il 25 novembre 1599 su iniziativa del cardinale mwbluFederico Baldissera Bartolomeo Cornaro, l'Accademia Galileiana di Scienze Lettere e Arti, denominata inizialmente mwblyAccademia dei Ricovrati, ha sede presso la mwblcLoggia dei Carraresi e si occupa della promozione delle discipline umanistiche e scientifiche.
Premio letterario Galileo per la divulgazione scientifica
Il mwbloPremio letterario Galileo per la divulgazione scientifica è nato nel 2006 a opera del comune per ricordare le tradizioni cittadine nella ricerca scientifica e promuovere la diffusione della cultura tecnico-scientifica. Si avvale di una doppia giuria: la prima di accademici, scienziati, giornalisti e uomini di cultura (presieduta, nel corso delle otto edizioni, da personalità come mwblsUmberto Veronesi, mwblwCarlo Rubbia, mwbl0Margherita Hack, Paolo Rossi, mwbl4Mario Tozzi, mwbl8Piergiorgio Odifreddi e mwbmaPaco Lanciano) che segnala una rosa di cinque testi, la seconda di studenti provenienti da varie scuole d'Italia che scelgono il testo da premiare.
Media
Stampa
Sono due i quotidiani storici che normalmente si occupano della mwbmqcronaca locale della città: mwbmumwbmyil Gazzettino e il mwbmcmwbmgMattino di Padova. Dal 12 novembre 2002 viene venduto in abbinamento al mwbmkmwbmoCorriere della Sera anche il mwbmsmwbmwCorriere del Veneto, che ha sede a Padova e che dedica alla città due pagine al giorno di cronaca locale, in abbinamento con la cronaca di mwbm0Rovigo. Da diverso tempo è presente anche mwbm4mwbm8Il Padova, quotidiano che riassume notizie di attualità e politica patavina e dedica diverse pagine anche alla cronaca nazionale ed estera. Sono presenti anche alcuni giornali a distribuzione mwbnagratuita quali mwbnemwbniLeggo, che ha una sua redazione in città e ha pagine di cronaca e sport locali, mwbnmmwbnqMetro e mwbnumwbnyCity.
Nel passato la città ha avuto altre due testate di cronaca locale: mwbngmwbnkL'Eco di Padova, nato nel 1977, edito dalla mwbnoRizzoli e chiuso nel 1980 e l'edizione padovana de mwbnsmwbnwil Resto del Carlino dal 1957 al 1983.
Nella città e in tutta la mwbn4diocesi viene anche stampato e diffuso il mwbn8settimanale mwboadiocesano mwboeLa Difesa del popolo.
In città è presente una redazione de mwbommwboqIl Sole 24 Ore.
Esisteva anche mwboyIl Comune, quotidiano politico con sede in via Spirito Santo.
Radio
A Padova (o nelle immediate vicinanze) hanno sede alcune emittenti radio,cite-ref-73[63] tra le quali:
• Radio Televisione Regionale Veneta (1975-2003)
• Bum Bum Network e Energy (1980-2012)
• Radio 80
• Radio Base 101 (Peraga (Vigonza))
• Radio Canale Italia (Padova e Rubano)
• Radio Company e Company Easy (Padova e Noventa Padovana)
• Radio Cooperativa (Padova e Albignasego)
• Radio Gamma 5 (Campodarsego e Cadoneghe)
Televisione
A Padova (o nelle immediate vicinanze) hanno sede alcune emittenti televisivecite-ref-74[64], tra le quali:
• Radio Televisione Regionale Veneta (1976-2003)
• CafèTV24
• Canale 77
• Gruppo Canale Italia (Padova e Rubano)
• Gruppo TV7
• La 10-Canale 78
• Rete Veneta (sede di Padova)
• Serenissima Televisione (Padova e Rubano)
• Telecittà (Peraga (Vigonza))
• TeleNordest (1984-2010)
• Telenuovo (sede di Padova)
Tuttavia è sede anche di redazioni di emittenti televisive a livello nazionale, tra le quali:
• mwbpgSky TG24
• mwbpoMediaset
Teatro
Nella storia Padova ha sempre avuto il suo posto come città di spettacolo. Attorno al 60-70 d.C. fu edificato il teatro romano detto "il mwbqiZairo", le cui fondamenta riaffiorano in occasione di bonifiche e sistemazioni della canaletta che circonda Prato della Valle.cite-ref-75[65]cite-ref-76[66] Fanno riferimento sia agli spalti superiori che contenevano una volta le gradinate originarie, sia alla loggia teatrale che ospitava lo spettacolo stesso.
Alla città è legata la danza alla mwbq4pavana ossia alla padovana, una delle più celebri forme musicali tra i secoli XVI e XVIII. Nel 1524, a Padova fu costruito per la prima volta dopo l'mwbq8età classica uno spazio interamente dedicato alle rappresentazioni teatrali, la mwbraLoggia Cornaro; mentre il 25 febbraio 1545 si costituì legalmente, con atto notarile, una compagnia di comici teatranti, la prima testimonianza al mondo di una società di commedianti professionisti, nascita simbolica della mwbreCommedia dell'artecite-ref-77[67]. I principali teatri padovani sono:
• mwbrgTeatro Verdi
• mwbroGran Teatro Geox
• Teatro del Seminario Vescovile
• Teatro Antonianum
• Teatro Don Bosco
• Teatro Ai Colli
• mwbsaTeatro Maddalene
• Piccolo Teatro
• mwbsmTeatro Ruzante
Letteratura
• A Padova è l’ambientazione dell’opera mwbscmwbsgLa bisbetica domata (1594?) di mwbskWilliam Shakespeare.
• mwbssmwbswAngelo, tiranno di Padova di mwbs0Victor Hugo.
• Nel mwbs8romanzo mwbtamwbteLa Certosa di Parma di mwbtiStendhal viene citata Padova, soggiorno dello scrittore, nella mwbtmAvvertenza iniziale.
• A Padova è ambientata la tragedia mwbtumwbtyLa duchessa di Padova del 1883, secondo dramma composto da mwbtcOscar Wilde.
• Un quartiere di Padova, la Guizza, è al centro di gran parte della narrativa, peraltro di impianto internazionale, di mwbtkPiero Sanavio.
• A Padova mwbtsBertolt Brecht ambienta la prima parte dell'opera teatrale mwbtwmwbt0Vita di Galileo.
• Nel romanzo mwbt8mwbuaIncontro con Rama di mwbueArthur C. Clarke, l'11 settembre 2077 un mwbuiasteroide distrugge Padova e buona parte del mwbumnord Italia.
• Il mwbuuromanzo autobiografico sulla resistenza mwbuymwbucI piccoli maestri di mwbugLuigi Meneghello è in parte ambientato a Padova.
• mwbuoDiario a due di mwbuwPaolo Barbaro è ambientato a Padova.
• Il racconto fantastico mwbu4mwbu8La figlia di Rappaccini di mwbvaNathaniel Hawthorne è ambientato a Padova.
• Il romanzo mwbviL'animale femmina di mwbvmEmanuela Canepa è ambientato a Padova.cite-ref-78[68]
• I romanzi mwbvkAssassino all'Ikea e mwbvoTurno di notte di mwbvsGiovanna Zucca sono entrambi ambientati a Padova.cite-ref-79[69]
Cinema
• mwbwqmwbwuTroppo caldo per giugno di mwbwyRalph Thomas con mwbwcDirk Bogarde e mwbwgSylva Koscina (1964)
• mwbxamwbxeLa moglie del prete di mwbxiDino Risi con mwbxmSophia Loren e mwbxqMarcello Mastroianni (1970)
• mwbxymwbxcIl tuo vizio è una stanza chiusa e solo io ne ho la chiave di mwbxgSergio Martino con mwbxkEdwige Fenech (1972)
• mwbxsmwbxwGli ordini sono ordini di mwbx0Franco Giraldi con mwbx4Monica Vitti e mwbx8Gigi Proietti (1972)
• mwbyymwbycIl gatto dagli occhi di giada di mwbygAntonio Bido (1977)
• mwbzamwbzeDelitti e profumi di e con mwbziJerry Calà con mwbzmUmberto Smaila e mwbzqLucrezia Lante della Rovere (1988)
• mwbzymwbzcQuattro figli unici di mwbzgFulvio Wetzl con mwbzkRoberto Citran, mwbzoMariella Valentini, mwbzsIvano Marescotti, Valentina Holtkamp (1992)
• mwbz0mwbz4Viaggi di nozze di e con mwbz8Carlo Verdone (1995)
• mwbaymwbacLa lingua del santo di mwbagCarlo Mazzacurati con mwbakAntonio Albanese e mwbaoFabrizio Bentivoglio (2000)
• mwbbymwbbcLa giusta distanza di Carlo Mazzacurati (2007)
• mwbbkHortus Botanicus Patavinus di Michele Francesco Schiavon (1995 - ried. 2008)
• mwbb0mwbb4Romanzo di una strage di mwbb8Marco Tullio Giordana (2012)
• mwbcemwbciSole a catinelle di mwbcmGennaro Nunziante (2013)
• mwbcumwbcyLa sedia della felicità di mwbccCarlo Mazzacurati (2013)
Cucina
La cucina padovana si basa su una lunga tradizione ricca di piatti per lo più prodotti freschi e di origine contadina, tra questi i più noti sono i mwbcsbigoli, i secondi basati sulla mwbcwgallina padovana e la mwbc0torta pazientina.cite-ref-80[70]
Eventi
• Padova Vintage Festival in settembre presso il centro Culturale San Gaetano
• La mwbdy"Settimana della cultura scientifica e tecnologica", che si svolge da marzo ad aprile.
• La mwbdg"mwbdkMaratona di Sant'Antonio", in aprile. Essa ripercorre negli ultimi 18 chilometri la strada che sant'Antonio mwbdomorente, a bordo di un mwbdscarro trainato da mwbdwbuoi, fece il 13 giugno 1231, partendo da mwbd0Camposampiero per arrivare all'Arcella.
• mwbegmwbekFiera campionaria, in maggio: è la più grande rassegna intersettoriale del Nord Est, raggiunta da più di duecentocinquantamila visitatori. Sono presenti mille espositori raggruppati in cinque settori: arredamento, enogastronomico, turismo, tempo libero, artigianato.
• mwbesRievocazione del Transito di sant'Antonio, sera del 12 giugno. La rievocazione storica in costume vuole celebrare l'ultimo viaggio di sant'Antonio: egli infatti dimorava a Camposampiero quando percepì che la sua vita terrena volgeva al termine, chiese dunque di essere trasportato verso l'amata Padova per esalare l'ultimo respiro. Steso su un carretto trainato dai buoi, non riuscì però a raggiungere le porte della città e venne ricoverato presso l'allora convento francescano di Santa Maria de' Cella (la leggenda vuole che sia stato fondato da san Francesco in persona), dove morì (il luogo dove spirò il santo si trova oggi all'interno del Santuario di Sant'Antonio d'Arcella). La rievocazione storica del transito parte da Piazza Azzurri d'Italia, prosegue lungo via Tiziano Aspetti, viale Arcella e termina presso il santuario di Sant'Antonio d'Arcella; un concerto di campane di tutte le chiese di Padova precede la messa.
• mwbe0Festa di Sant'Antonio, 13 giugno. Dopo una solenne messa celebrata nel mattino dal mwbe4vescovo nella mwbe8basilica, nel pomeriggio segue una seconda messa solenne, celebrata dal padre provinciale dei mwbfaFrati Minori Conventuali, dopo la quale la reliquia del mento del Santo, preceduta dalla statua, è portata in processione per le vie del centro della città, seguita da una sfilata delle confraternite con i rispettivi gonfaloni, e dalle autorità. La processione si snoda lungo le principali vie del centro storico secondo il seguente percorso: piazza del Santo, via del Santo, via San Francesco, via Roma, via Umberto I, Prato della Valle, via Beato Luca Belludi, Piazza del Santo. Terminano l'evento il discorso del Sindaco e la Benedizione con la reliquia del Dito del Santo.
• mwbfi"Sherwood Festival", in giugno-luglio; mwbfmRadio Sherwood, una radio indipendente padovana, dà vita allo Sherwood Festival, importante evento cittadino della durata di un mese. Sul palco si avvicendano importanti gruppi musicali della scena alternativa italiana e internazionale.
• nel 2005 e nel 2006 si è svolta la mwbfumwbfyNotte bianca in giugno (all'inizio dell'estate) e dicembre (in occasione del mwbfcNatale).
• mwbfk"Padova Pride Village", il "gay village del nord-est", evento aperto a tutti organizzato a partire dal 2008 dal circolo Arcigay Tra l'altro Padova, nel quale si succedono eventi musicali, rassegne teatrali e cinematografiche e dibattiti, oltre alla consueta attività da discoteca. Si svolge tra i mesi di luglio e agosto.
• Rievocazione Medioevale presso Arcella ogni settembre con "Palio di Sant'Antonin"
• mwbfw"Villeggiando" in luglio e agosto; eventi e spettacoli nella più suggestive ville e piazze padovane.
• mwbf4"Padova grand prix" e mwbf8"World country roller marathon" in settembre. La competizione mondiale di mwbgapattinaggio a rotelle.
• Premio Biennale Internazionale di Architettura "Barbara Cappochin"
• Rievocazioni storiche, in settembre: rievocazioni storiche in costume nelle mwbgmcittadine murate di mwbgqMontagnana, mwbguMonselice, mwbgyMontegrotto Terme e mwbgcCittadella.
Geografia antropica
Quartieri
Lo statuto suddivide il territorio comunale in quartieri. Prima della legge n. 42/2010, che ha soppresso le mwbgscircoscrizioni nei comuni con meno di 250mwbgw 000 abitanti, i sei quartieri erano organi elettivi; a decorrere dal maggio 2014 sono stati sostituiti con i Comitati di quartiere, organismi collegiali composti da residenti nominati dal sindaco, con funzioni consultive e propositive e di supporto all'amministrazione. La delimitazione territoriale è rimasta invariata.
mwbg4Quartiere 1 Centro
Detto anche Centro storico, si estende per 5,2mwbha kmmwbhe2, pressoché totalmente entro le mura cinquecentesche. Il cuore del quartiere Centro è idealmente identificabile con le famose Piazze (dei Signori, delle Erbe e della Frutta) ravvivate quotidianamente dai tradizionali mercati. Il territorio è solcato dal Piovego, navigabile dalle Porte Contarine fino al casello autostradale di Padova Est. L'area si suddivide in cinque zone abitative: zona Portello, zona Ospedali, zona Santo-Prato della Valle, zona Piazza Castello-Riviere, zona Savonarola-Piazza Mazzini-Stazione Ferroviaria. Nel 2015 contava mwbhi25 962 residenticite-ref-0-81-0[71], con densità abitativa pari a mwbhc4 994 abitanti per kmmwbhg2. La sede è in mwbhkpiazza Capitaniato.cite-ref-82[72]
Comprende le seguenti unità urbane (dati aggiornati a dicembre 2015):cite-ref-0-81-1[71]
• 1.1 Piazze - mwbiu6 631 residenti; densità: mwbiy8 294 abitanti/kmmwbic2
• 1.2 Savonarola - mwbik6 749 residenti; densità: mwbio5 721 abitanti/kmmwbis2
• 1.3 Santo - Portello - mwbi07 037 residenti; densità: mwbi44 091 abitanti/kmmwbi82
• 1.4 Prato della Valle - mwbje3 349 residenti; densità: mwbji4 422 abitanti/kmmwbjm2
• 5.2 Stazione Ferroviaria - mwbju2 196 residenti; densità: mwbjy2 959 abitanti/kmmwbjc2
mwbjkQuartiere 2 Nord
Chiamato anche Arcella - S. Carlo - Pontevigodarzere, ha una superficie di 6,71mwbjs kmmwbjw2 e racchiude i rioni Arcella, San Bellino, San Carlo e Pontevigodarzere. Il confine settentrionale corrisponde in pratica con il tracciato locale del Brenta, a sud è delimitato dalla ferrovia Milano-Venezia, a est dall'asse viario Plebiscito-Bigolo-Manca, a ovest dai binari della Padova-Castelfranco Veneto. Nel 2015 contava mwbj039 145 abitanticite-ref-0-81-2[71], con densità abitativa pari a mwbki5 832 abitanti per kmmwbkm2. La sede è in viale Arcella, presso l'ex scuola Marchesi.cite-ref-83[73]
Comprende le seguenti unità urbane (dati aggiornati a dicembre 2015):cite-ref-0-81-3[71]
• 23 Pontevigodarzere - mwbk85 316 residenti; densità: mwbla2 793 abitanti/kmmwble2
• 24 San Carlo - mwblm14 773 residenti; densità: mwblq6 665 abitanti/kmmwblu2
• 25.1 Arcella - mwblc15 565 residenti; densità: mwblg6 917 abitanti/kmmwblk2
• 25.2 San Bellino - mwbls3 491 residenti; densità: mwblw10 201 abitanti/kmmwbl02
mwbl8Quartiere 3 Est
È chiamato anche Brenta-Venezia, Forcellini-Camin e ha una superficie di 28,02mwbme kmmwbmi2. Comprende i seguenti rioni: Ponte di Brenta, San Lazzaro, Mortise, Torre, Pio X, Stanga, Forcellini, mwbmmTerranegra, San Gregorio, Camin, Granze. Confini: nord, comune di Cadoneghe; est, comuni di Vigonza e Noventa Padovana; sud, Quartiere 4, comune di Saonara, Legnaro e Ponte San Nicolò; ovest, Quartieri 2, 1 e 4. Vi scorrono tre canali: il Piovego, il San Gregorio, lo Scaricatore. In zona Stanga si trova la nota via Anelli. Al 2015 la popolazione ammontava a mwbmq38 132 abitanticite-ref-0-81-4[71], con densità abitativa pari a mwbmk1 361 abitanti per kmmwbmo2. La sede è in via Boccaccio, a Terranegra.cite-ref-84[74]
Comprende le seguenti unità urbane (dati aggiornati a dicembre 2015):cite-ref-0-81-5[71]
• 5.1 Fiera - mwbny2 196 residenti; densità: mwbnc2 157 abitanti/kmmwbng2
• 6 Stanga - mwbno3 804 residenti; densità: mwbns2 697 abitanti/kmmwbnw2
• 7 Forcellini - mwbn49 831 residenti; densità: mwbn83 691 abitanti/kmmwboa2
• 26 Mortise - mwboi6 756 residenti; densità: mwbom3 559 abitanti/kmmwboq2
• 27 mwboyTorre - mwboc4 564 residenti; densità: mwbog1 498 abitanti/kmmwbok2
• 28 San Lazzaro - mwbos1 877 residenti; densità 542 abitanti/kmmwbow2
• 29 mwbo4Ponte di Brenta - mwbo83 460 residenti; densità: mwbpa2 720 abitanti/kmmwbpe2
• 30.1 Zona Industriale - 523 residenti; densità: 65 abitanti/kmmwbpm2
• 30.2 Isola di Terranegra - 245 residenti; densità: 210 abitanti/kmmwbpu2
• 31 Camin - mwbpc3 950 residenti; densità: mwbpg1 744 abitanti/kmmwbpk2
• 32 Granze - 926 residenti; densità: 530 abitanti/kmmwbps2
mwbp0Quartiere 4 Sud-Est
Viene chiamato anche S. Croce-S. Osvaldo, Bassanello-Voltabarozzo e ha una superficie di 17,58mwbp8 kmmwbqa2. La popolazione al 2015 ammontava a mwbqe47 003 abitanticite-ref-0-81-6[71], con densità abitativa pari a mwbqy2 674 abitanti per kmmwbqc2. La sede è in via Guasti, alla Guizza.cite-ref-85[75]
Comprende le seguenti unità urbane (dati aggiornati a dicembre 2015):cite-ref-0-81-7[71]
• 1.5 Città Giardino - mwbrm4 139 residenti; densità: mwbrq5 382 abitanti/kmmwbru2
• 8 Sant'Osvaldo - mwbrc11 106 residenti; densità: mwbrg4 948 abitanti/kmmwbrk2
• 9 Madonna Pellegrina - mwbrs6 646 residenti; densità: mwbrw6 189 abitanti/kmmwbr02
• 10 mwbr8Voltabarozzo - mwbsa5 236 residenti; densità: mwbse2 518 abitanti/kmmwbsi2
• 11 SS. Crocifisso - mwbsq4 486 residenti; densità: mwbsu1 836 abitanti/kmmwbsy2
• 12 mwbsgSalboro - mwbsk2 659 residenti; densità: 565 abitanti/kmmwbso2
• 13 mwbswGuizza - mwbs012 731 residenti; densità: mwbs42 990 abitanti/kmmwbs82
mwbteQuartiere 5 Sud-Ovest
Comprende le seguenti unità urbane (dati aggiornati a dicembre 2015):cite-ref-0-81-9[71]
• 2 Sacra Famiglia - mwbuc7 334 residenti; densità: mwbug2 638 abitanti/kmmwbuk2
• 3 San Giuseppe - mwbus7 568 residenti; densità: mwbuw6 121 abitanti/kmmwbu02
• 4.1 Porta Trento sud - mwbu82 431 residenti; densità: mwbva3 906 abitanti/kmmwbve2
• 4.2 Porta Trento nord - 609 residenti; densità: 1.312 abitanti/kmmwbvm2
• 14 Mandria - mwbvu10 066 residenti; densità: mwbvy1 126 abitanti/kmmwbvc2
mwbvkQuartiere 6 Ovest
Il quartiere è chiamato anche Brentella-Valsugana e ha una superficie di 21,88mwbvs kmmwbvw2. La popolazione al 2015 ammontava a mwbv032 096 abitanticite-ref-0-81-10[71], con densità abitativa pari a mwbwi1 467 abitanti per kmmwbwm2. Data l'estensione, ha due sedi, una in via Dal Piaz alle Cave e una in via Astichello ad Altichiero.cite-ref-87[77]
Comprende le seguenti unità urbane (dati aggiornati a dicembre 2015):cite-ref-0-81-11[71]
• 15 mwbw8Brusegana - mwbxa7 051 residenti; densità: mwbxe1 975 abitanti/kmmwbxi2
• 16 Cave - mwbxq4 292 residenti; densità: mwbxu2 063 abitanti/kmmwbxy2
• 17 Brentelle - mwbxg4 328 residenti; densità: mwbxk1 652 abitanti/kmmwbxo2
• 18 Sant'Ignazio - mwbxw3 920 residenti; densità: mwbx02 864 abitanti/kmmwbx42
• 19 mwbyaMontà - mwbye1 156 residenti; densità: mwbyi1 273 abitanti/kmmwbym2
• 20 Ponterotto - mwbyu2 728 residenti; densità: 965 abitanti/kmmwbyy2
• 21 Sacro Cuore - mwbyg4 759 residenti; densità: 960 abitanti/kmmwbyk2
• 22 mwbysAltichiero - mwbyw3 862 residenti; densità: mwby01 090 abitanti/kmmwby42
Centro
Il Centro (Quartiere 1 Centro) nell'ottica dei Padovani si estende grosso modo all'interno delle mura cinquecentesche. È caratterizzato da molte zone pavimentate con il tipico mwbzuciottolato romano o con i mwbzysanpietrini in mwbzcporfido (come il mwbzgmwbzkListon), perché corrisponde tendenzialmente all'area più antica della città.
Non si identifica con la zona limitata delle Piazze, anche se queste ultime ne costituiscono il cuore economico e culturale.
Nel quartiere è compreso anche il mwb0iPortello, corrispondente alla parte orientale del centro, cosiddetto perché nelle vicinanze di mwb0mPorta Ognissanti (spesso chiamata anch'essa col nome di Portello) si trovava un porto fluviale sul mwb0qPiovego. Nella percezione dei Padovani è un sottoquartiere a parte, tanto che i suoi abitanti un tempo avevano diritto a essere identificati con un nome a sé: mwb0uporteàti, ossia abitanti del Portello. Oggi questa distinzione è poco sentita e non ha più molto significato, ma una volta questa zona della città aveva caratteristiche proprie che la distinguevano dalle altre: era in particolare un'area popolare e povera. Oggi ospita buona parte degli mwb0yIstituti Universitari.
Arcella
Arcella (Quartiere 2 Nord) è la zona nord della città di Padova. Il suo confine è ben delineato dalla mwb0oferrovia mwb0sVenezia-mwb0wMilano a Sud e dal fiume Brenta a Nord (comprendendo il rione di Pontevigodarzere). Nota per essere il luogo della morte di mwb00sant'Antonio (l'evento è ricordato dal santuario di Sant'Antonino) e per essere stata la periferia agricola di Padova fino alla mwb04seconda guerra mondiale, l'Arcella ha conosciuto nel dopoguerra un impetuoso sviluppo urbanistico, fino al raggiungimento degli attuali 38mwb08 000 abitanti. Il metrotram la collega in maniera migliore con il centro cittadino. Arcella è anche il nome del vicariato della mwb1adiocesi di Padova che comprende le parrocchie di Sant'Antonio ("Sant'Antonino"), mwb1eSan Carlo Borromeo (San Carlo), San Gregorio Barbarigo (San Gregorio), San Giovanni Battista (mwb1iPontevigodarzere), San Lorenzo da Brindisi, San Bellino, San Filippo Neri, Santissima Trinità, Gesù Buon Pastore, Sacro Cuore, Maternità B.V. Maria (Altichiero).
Pontevigodarzere
mwb1uPontevigodarzere (Quartiere 2 Nord) è situata in corrispondenza dei due ponti che collegano la zona a nord di Padova con la città stessa. Deve il nome al primo comune limitrofo, Vigodarzere appunto. Inizialmente zona rurale, si è velocemente espansa nel periodo della ricostruzione dopo essere stata quasi rasa al suolo dai bombardamenti degli alleati nel tentativo di fermare la ritirata tedesca. Dista circa 3mwb1y km dal centro cittadino, è una zona in fase di riqualificazione grazie al completamento della tangenziale nord che permette al traffico di raggiungere la nuova strada "del Santo" senza passare per via Pontevigodarzere. Fa parte del quartiere 2-Nord che comprende anche Arcella e San Carlo. È sede della principale mwb1cmoschea di Padova, che sorge proprio a fianco della parrocchia di San Giovanni Battista. La mwb1gchiesa parrocchiale di Pontevigodarzere, dedicata a mwb1kSan Giovanni Battista, fu costruita nel 1924 in sostituzione di un antico oratorio. La parrocchia venne eretta nel 1925 con territorio dismembrato da quelle di Altichiero, Arcella, Meianiga e Torrecite-ref-88[78].
Ponte di Brenta
Ponte di Brenta (Quartiere 3 Est) è un antico borgo sorto in prossimità della confluenza delle vie provenienti rispettivamente da mwb2eVenezia (oggi mwb2istrada regionale 11 Padana Superiore) e da mwb2mMestre/mwb2qTreviso.
Quest'ultima, oggi classificata come mwb2ystrada regionale 515 Noalese, a sua volta originata dalla fusione della mwb2cstrada provinciale 32 Miranese proveniente da mwb2gMirano e da Mestre, con la via Noalese proveniente da mwb2kNoale e da Treviso.
Parte del Comune di Padova prima della mwb2sprima guerra mondiale, Ponte di Brenta confina con il comune di mwb2wVigonza, dal quale è separato dal fiume mwb20Brenta.
Nato attorno ai traffici di barcaroli e viaggiatori, il borgo è caratterizzato dalla presenza di alcune notevoli ville patrizie veneziane, tra le quali spicca Villa Breda con il suo parco, oggi di proprietà della Fondazione "mwb28Vincenzo Stefano Breda", voluta dall'omonimo senatore del Regno e a lui intitolata. La villa, oggi sede museale, si affaccia sul fiume, dal quale avveniva l'accesso fino alla costruzione verso la fine del XIX secolo della ferrovia Padova-Venezia, a opera sempre del senatore Breda, che con l'occasione creò una fermata esattamente in asse con il viale di accesso alla villa, dal lato del parco. Al senatore Breda sono tra l'altro intitolati l'ospizio per anziani e l'mwb3aippodromo di Padova, situati anch'essi nella frazione, l'asilo infantile, situato nella piazza principale e la modernissima struttura per persone affette da mwb3esclerosi multipla mwb3iCasa Breda, di recente costruzione, nel quartiere Brentelle.
Il parco della villa ospita una pista per cavalli, primo ippodromo cittadino, e delle scuderie ottocentesche, retaggio della passione del patrizio per l'ippica.
Nella piazza principale di Ponte di Brenta si affacciano l'antica chiesa parrocchiale di San Marco e San Michele, di aspetto settecentesco. All'interno, opere di Luca Giordano e un pregevole organo dell'epoca.
Una piccola località di Ponte di Brenta è mwb3yTorre, che secondo la storia in mwb3cepoca medievale raggruppava le attuali frazioni di Mortise, Ponte di Brenta, Arcella e mwb3gAltichiero. C'è chi afferma che mwb3kSant'Antonio sia morto a Torre invece che all'Arcella, in quanto quest'ultima all'epoca non sarebbe neppure esistita.
Guizza
La mwb30Guizza (Quartiere 4 Sud-Est) è uno dei quartieri più meridionali della città, estendendosi dalla zona del Bassanello sino al confine settentrionale del comune di mwb34Albignasego. Quartiere residenziale, con una forte densità abitativa, è stato interessato dalla costruzione del principali asse del Metrotram cittadino, che ha il capolinea in questo quartiere. Rappresenta il principale punto di accesso alla città per il traffico proveniente dalla parte meridionale della provincia. La storia del quartiere, da quando era una stazione di posta alla sua incorporazione nella città, è al centro di gran parte della narrativa dello scrittore padovano mwb38Piero Sanavìo.
Madonna Pellegrina
La Madonna Pellegrina (Quartiere 4 Sud-Est) è una zona anticamente nobile di Padova situata tra il Ponte del Bassanello, il Ponte Quattro Martiri e le mura cittadine. Gode di efficienti servizi di trasporto tra i quali il mwb4imezzo tramviario, che passa a sud-est del quartiere, e gli autobus 3, 8, 11, 22 e 24. Il centro della Madonna Pellegrina è Via d'Acquapendente, dove hanno sede il santuario che dà il nome alla zona e la caserma del 2º reparto celere della Polizia di Stato.cite-ref-89[79] Nel territorio vi sono alcuni spazi verdi, fra questi il lungargine Scaricatore, dove nel 1981 furono uccisi i carabinieri Enea Codotto e Luigi Maronese in un conflitto a fuoco con un gruppo di terroristi tra i quali vi erano mwb4cFrancesca Mambro e mwb4gValerio Fioravanti. I militi hanno ricevuto la mwb4kmedaglia d'oro al valor militare e la città li ricorda con una statua e una manifestazione ufficiale che si tiene ogni anno il 5 febbraio.
La Mandria
mwb5eLa Mandria (Quartiere 5 Sud-Ovest) confina con i comuni di mwb5iAbano Terme e mwb5mAlbignasego, divisa da quest'ultimo dal mwb5qCanale Battaglia.
Sorta attorno all'antica mwb5ystrada romana mwb5cAnnia che conduceva da Padova ad mwb5gAdria, ospita sul proprio territorio mwb5kVilla Giusti del Giardino, in cui venne firmato il 3 novembre del 1918 l'mwb5oarmistizio tra mwb5sItalia, mwb5wImpero austro-ungarico e mwb50Germania che poneva fine alla mwb54prima guerra mondiale; affacciata sul Canale Battaglia sorge invece mwb58Villa Molin, progettata dall'architetto mwb6aVincenzo Scamozzi nel 1597 (e che erroneamente viene collocata spesso a mwb6eMandriola, che sorge sull'altra sponda del Canale Battaglia).
Sacra Famiglia
Sacra Famiglia (mwb6qQuartiere 5 Sud-Ovest) si trova a circa 1,5 chilometri dal municipio del capoluogo; tuttavia la parte più a nord est del quartiere è in pratica a ridosso delle mura di Padova. La località confina a sud ovest col comune di mwb6uAlbignasego precisamente con la frazione di Mandriola-Sant'Agostino divisa da quest'ultima dal fiume mwb6yBacchiglione. Nel novembre 2010, la località è stata la zona di Padova più colpita (dopo mwb6cSalboro) dall'mwb6galluvione del Veneto del 2010. Nella località ha sede il consiglio di quartiere n.5; in essa si trova anche uno dei maggiori club tennistici del capoluogo.
La località si sviluppa su un territorio totalmente pianeggiante; a sud-ovest è bagnata dal fiume Bacchiglione che la separa dal comune di mwb6oAlbignasego. Proprio a ridosso del fiume, si concentra la maggior parte delle coltivazioni della zona. La località è posta a circa 8 chilometri a nord-est dei mwb6sColli Euganei e a 21 chilometri a ovest dalla mwb6wlaguna di Venezia.
Fino agli anni 1940 era un insieme di casupole circondate dalla campagna, salvo un piccolo sbocco sulle mwb64mura (porta San Giovanni), poi la cementificazione (che prosegue fino ai nostri giorni) ha in gran parte neutralizzato le coltivazioni della zona e ampliato di molto la piccola località. In particolare negli anni 1970 si è costruito il prosieguo del rione, edificando decine di nuovi condomini. Ancora oggi prosegue questo fenomeno.
Montà
Della vecchia mwb7eMontà (Quartiere 6 Ovest), situata sulla strada Padova-Ponterotto-Taggì di Sotto a circa 4mwb7i km dal centro della città, rimane solo l'antica intitolazione della chiesa parrocchiale di mwb7mSan Bartolomeo, risalente al XVI sec. Dello scorso secolo, invece, è la fondazione della parrocchia di Sant'Ignazio di Loyola. Rimane ancora visibile dietro mwb7qVilla Ottoboni, ai piedi della zona del cavalcaferrovia costruito negli anni 80, parte dell'antico Arzeron sopraelevato che attraversava il territorio fuori delle mura cittadine. Questa zona della Montà era detta "borgo dea paja". Dai primi anni del 2000 il territorio della frazione è stato soggetto a forti trasformazioni insediative ed è stato di fatto inglobato nel capoluogo. Nel 2004 è stato completato il cavalcavia di Corso Australia che ha nel contempo eliminato l'unico semaforo ancora esistente sulla tangenziale e contribuito a rompere l'isolamento della frazione con il resto della città. Nel 2017 è stato inaugurato il sottopasso di via Montà che ha agevolato l'ingresso al centro città.cite-ref-90[80]
Del quartiere Montà, fanno parte anche le zone di Sant'Ignazio e Ponterotto.
Economia
La mwb7wzona industriale di Padova è nata nel 1956 nell'area orientale della città,cite-ref-91[81] e da allora si è continuamente espansa e articolata. Tra le maggiori aziende presenti vi sono mwb8eSafilo Group, mwb8iSector, mwb8mMichelotto Automobili e mwb8qValsport.
Si tratta di una delle più grandi zone industriali d'Europa, con una superficie di 10 milioni e 500mwb8y 000mwb8c mmwb8g2. All'interno di essa si trovano oltre mwb8k1 300 imprese, con una notevole diversificazione produttiva e industriale, e vi operano più di mwb8o50 000 persone provenienti da tutto il Veneto. Al suo interno si trova il più grande interporto multimodale d'Italia e uno dei più importanti in Europa, nato il 6 giugno del 1973. Quasi tutte le merci provenienti dall'Europa o da inviare a destinatari europei transitano, infatti, per Padova.
L'interporto di Padova dispone, oltre ad altre infrastrutture, di una linea ferroviaria dedicata (mwb80Padova-Padova Interporto) che lo collega alla stazione Centrale di Padova. A Padova sono diffuse e rinomate le produzioni mwb84artigianali di mwb88ceramiche, di mwb9aporcellane, di mwb9etessuti d'arte, di mwb9istrumenti musicali, oltre ai laboratori di mwb9moreficeria.cite-ref-aci-92-0[82]
Nel territorio comunale, fuori dal perimetro della zona industriale, sono presenti inoltre gli headquarters di numerose imprese, tra le quali mwb9kKering Eyewear, mwb9oAlì, mwb9sBanca Popolare Etica e mwb9wCherry Bank.
Infrastrutture e trasporti
Strade
La storica tradizione di crocevia tra alcune delle principali vie di comunicazione nazionali ha favorito lo sviluppo economico cittadino.cite-ref-comunestoria1-93-0[83] Le antiche strade romane che passavano o arrivavano a Padova hanno originato molte delle odierne strade che si diramano dalla città. La mwb-qvia Annia che collegava mwb-uAdria e mwb-yAquileia, la Medoaci che portava a nord-ovest, la Astacus per mwb-cVicentia, l'mwb-gAurelia verso mwb-kAsolo e l'Aponense per i mwb-oColli Euganei sono state integrate con altre strade costruite in armonia con lo sviluppo del territorio provinciale e del tessuto urbanistico cittadino.
La città si è sviluppata secondo il sistema dell'mwb-wurbanistica romana, con i mwb-0cardini nelle odierne vie Dante e Barbarigo e i mwb-4decumani nelle vie S. Francesco e Vescovado. Un altro importante polo fu l'odierna via Altinate, da cui partiva il ramo orientale della Annia. All'incontro di queste strade sono state costruite le piazze che formano il centro cittadino, in particolare mwb-8Piazza delle Erbe, mwb-aPiazza della Frutta, mwb-ePiazza dei Signori e mwb-iPiazza del Duomo, che al tempo dei romani era lmwb-m'mwb-qUmbelicus Urbis.cite-ref-comunestoria1-93-1[83] Di grande rilievo è mwb-kPrato della Valle, la seconda piazza in Europa per estensione dopo la mwb-oPiazza Rossa di mwb-sMosca; costruito nel 1775 nella zona a sud del centro cittadino, è uno dei principali luoghi di ritrovo, ospita il più grande mercato cittadinocite-ref-94[N 11] ed è sede di importanti eventi sportivi, musicali ecc.cite-ref-95[84]
SEZIONE COMMENTATA: NON CONFORME ALLE LINEE GUIDA Molte delle zone del centro sono diventate [[area pedonale|aree pedonali]]; una delle più affollate è il ''[[Liston#Padova|Liston]]'', lungo il quale si trovano diversi edifici storici tra cui il Palazzo Moroni (sede del minucipio), il [[Palazzo del Bo]] (sede dell'università) ed il [[Caffè Pedrocchi]].<ref>[http://www.padovanet.it/dettaglio.jsp?id=15818 Aree pedonali in centro storico], padovanet.it</ref> La maggior parte del centro è diventata una [[zona a traffico limitato]].<ref>[http://www.padovanet.it/dettaglio.jsp?tasstipo=C&tassidpadre=1619&tassid=2139&id=7064 Zona a traffico limitato in centro storico], padovanet.it</ref>
Lungo le mwcaumura cinquecentesche si trovano la circonvallazione stradale interna e quella esterna, oggi meno congestionate dopo la costruzione delle tangenziali. Tra le opere costruite nel nuovo millennio, significativi sono i due cavalcavia colleganti il popoloso quartiere mwcayArcella al centro della città, che hanno alleviato il pesante traffico gravante sul vecchio cavalcavia vicino alla stazione ferroviaria.
SEZIONE COMMENTATA: NON DESCRIVE INFRASTRUTTURE - TONI PROMOZIONALI - LINGUAGGIO NON ENCICLOPEDICO ==== Piste ciclabili ==== L'amministrazione del comune di Padova ha predisposto un ufficio apposito per la mobilità ciclabile con gli obiettivi di migliorare la viabilità, ridurre l'inquinamento e migliorare la salute dei cittadini<ref>{{Cita web|url=http://www.padovanet.it/dettaglio.jsp?tassid=1630&id=8947|titolo=Ufficio mobilità ciclabile}}</ref>. A tale scopo, negli ultimi anni sono stati realizzati 40&nbsp;km di nuovi percorsi ciclabili, per arrivare ad una rete di circa 115&nbsp;km,<ref>{{cita web|url=http://www.padovanet.it/dettaglio.jsp?tasstipo=C&tassidpadre=1491&tassid=1632&id=10091|titolo=Rete piste ciclabili}}</ref> che fa di Padova la città con più piste ciclabili in Italia. Lo sviluppo di questa rete<ref>Per una guida dettagliata con mappa vedere [http://www.legambientepadova.it/files/piste_ciclabili.pdf questo sito]</ref> permette ai cittadini di raggiungere punti strategici della città e rende possibile l'utilizzo della bicicletta per percorsi estesi, e dunque anche per recarsi a scuola o al lavoro.
Padova è circondata da un anello di tangenziali che formano il mwcakGrande Raccordo Anulare di Padova, il cui sviluppo supera i 30mwcao km. Per l'80% del percorso è composto da quattro corsie principali più due di emergenza, in prossimità di Padova Est le corsie diventano sei più due. Il progetto già approvato prevede di dare in gestione l'intero sistema cittadino di tangenziali alla società mwcasAutostrada Brescia-Verona-Vicenza-Padova S.p.A..
Autostrade
• mwcbaSerenissima Torino – Trieste, (mwcbmMilano – mwcbqVenezia), gestita da mwcbumwcbyAutostrada BS-VR-VI-PD e dalla mwcbcmwcbgCAV;
• mwcbsEuganea Bologna – Padova, per mwcb4Rovigo e mwcb8Ferrara, gestita da mwccamwcceAutostrade per l'Italia.
Attorno a Padova sono presenti 4 uscite autostradali: quelle di Padova Est e Padova Ovest sulla A4, la Padova Sud all'imbocco della A13 e la Padova Zona Industriale sul raccordo tra le due autostrade, che lambisce la periferia sud-orientale.
Strade Statali
• mwcfgmwcfkNuova superstrada del Santo: per mwcfoCastelfranco Veneto, (mwcfsTangenziale Est)mwcf0;
• Ex statale mwcgaNoalese: per mwcgmTreviso, via mwcgqNoale e mwcguScorzè; e per mwcgyMestre, via mwcgcMirano, tramite la mwcggstrada provinciale 32 Miranese (mwcgkTangenziale Nord);
Ferrovie
Padova è dotata di varie mwchqstazioni ferroviarie, la principale delle quali è la mwchustazione di Padova. Altre stazioni interne alla città sono: mwchyPadova Campo di Marte e mwchcPadova Interporto.
La sola altra stazione nel territorio comunale aperta al traffico passeggeri, la mwchkstazione di Ponte di Brenta, è stata chiusa nel 2015 congiuntamente con l'apertura, poco più a est ma nel territorio comunale di mwchoVigonza, della nuova mwchsstazione di Busa di Vigonza.
Nel 1911 fu attivata la ferrovia mwch0Padova-Piazzola, prolungata a mwch4Carmignano nel 1923; tale arteria, a servizio dei traffici suburbani verso nord, fu soppressa nel 1958.
Dal 1890 al 1954 era attraversata dalla mwciaTranvia Padova-Piove di Sacco, nei primi anni a vapore e poi elettrificata nel 1913.cite-ref-96[85]
Negli ultimi anni la Regione Veneto sta avviando la pianificazione di una nuova ferrovia Padova-Chioggia ma il progetto è ancora nelle sue fasi iniziali. Difficilmente la ferrovia vedrà la luce prima del 2030.
Porti
All'interno della città sono state realizzate banchine per l'ormeggio di piccole imbarcazioni a uso privato/turistico. Ve ne sono alle porte Contarine, al Bassanello e nei pressi del ponte di Voltabarozzo.
Il porto fluviale vero e proprio non è in attività, nonostante siano state realizzate 400 metri di banchine e un terminal container di mwcikRFI per il trasbordo dei container da nave a treno.cite-ref-97[86]; lo stesso è inserito nel contesto dell'mwci4idrovia Padova-Venezia, progettata all'inizio degli anni 1960, che parte dall'interporto, attraversa il fiume Brenta e quindi il Novissimo, per arrivare alla conca Gusso, l'unica di tutto il canale; dopo un ulteriore breve tratto in terraferma supera l'argine di conterminazione lagunare e raggiunge il canale di grande navigazione Malamocco Marghera. Il percorso totale è di 27,575mwci8 km.
Da diversi decenni è stata riattivata la navigazione turistica fluviale tra Padova e Venezia a bordo dello storico 'mwcjeBurchiello'. A cavallo tra la fine degli anni novanta e l'inizio degli anni 2000 è stata rimessa in funzione anche la navigazione in altri corsi d'acqua cittadini, che a tale scopo sono stati dragati e organizzati.
Aeroporto
L'mwcjqaeroporto di Padova "Gino Allegri" è principalmente utilizzato dall'mwcjuaviazione militare e dai voli sanitari a supporto dell'attività del policlinico cittadino. È anche sede di un aeroclub, che organizza voli privati e scuole guida con piccoli aerei ad ala fissa e alianti.
La città è servita dall'mwcjcaeroporto di Venezia-Marco Polo che dista 45mwcjg km. Sono vicini anche gli aeroporti mwcjkdi Treviso (low cost), mwcjodi Verona e mwcjsdi Bologna.
Mobilità urbana
Il sistema del mwcj8trasporto pubblico è gestito da mwckaBusItalia Veneto. Il principale asse è la mwckerete tranviaria, attualmente costituita dalla sola mwckilinea SIR1, che serve il centro storico della città e i suoi principali monumenti collegandolo con la periferia Nord (Pontevigodarzere) e Sud (Guizza), integrato con una rete di autolinee urbane e suburbane. Dal 2023 sono in fase di costruzione i progetti delle nuove linee SIR2cite-ref-1-98-0[87]cite-ref-99[88] e SIR3cite-ref-2-100-0[89]cite-ref-101[90]. La prima collegherà due comuni della Provincia situati a Est (mwclmVigonza) e a Ovest (mwclqRubano) della città,cite-ref-1-98-1[87] mentre la seconda partirà dalla Stazione ferroviaria per giungere a Voltabarozzo.cite-ref-2-100-1[89]
Il servizio interurbano su gomma è gestito mediante autocorse della medesima società, e anche da mwcl4Actv, mwcl8Mobilità di Marca e mwcmaSVT Società Vicentina Trasporti.
Fra il 1883 e il 1954 la città disponeva di un'estesa mwcmirete tranviaria urbana e di diverse tranvie extraurbane:
• mwcmkPadova-Piove di Sacco
• mwcmsPadova-Bagnoli di Sopra
Amministrazione
La sede comunale si trova a Palazzo Moroni, in Via del Municipio, 1.
Il mwcnqCorpo di Polizia Municipale di Padova è l'organo amministrativo che svolge il servizio di mwcnuPolizia municipale nell'ambito del Comune di Padova. È stato fondato il 21 novembre 1868.
Consolati esteri
A tutto il maggio del 2013, erano presenti a Padova i consolati dei seguenti Paesi:cite-ref-102[91]
• Albania
• Burundi
• Croazia
• Mali
• Svizzera
• Ucraina
• Uruguay
• Moldavia
Gemellaggi
• Nancy, dal 1964
• Friburgo, dal 1967
• Boston, dal 1983
• Handan, dal 1988
• Beira, dal 1995
• Coimbra, dal 1998
• Zara, dal 2003
• Oxford, dal 2019
Patti di amicizia
Inoltre, sono stati stipulati "mwcpipatti di amicizia" con le seguenti città:cite-ref-106[95]
• Cagliari, dal 2002
• Guangzhou, dal 2017
• Brusciano, dal 2019
• Rieti, dal 2019
• Monteroni di Lecce, dal 2019
• Avio, dal 2019
• Ala, dal 2019
• Tambre, dal 2025
Sport
Calcio
Il mwcqePadova è la storica compagine calcistica cittadina. La squadra, fondata nel 1910, ha militato per 16 stagioni in mwcqiSerie A (di cui 14 tra il 1929 e il 1962 e le ultime due tra il 1994 e il 1996) annoverando tra le sue file giocatori come mwcqmKurt Hamrin e mwcqqAlessandro Del Piero e allenatori come mwcquNereo Rocco e mwcqyBéla Guttmann. Il miglior risultato raggiunto è il terzo posto in mwcqcSerie A nella stagione mwcqg1957-1958. Memorabile fu anche la mwcqkCoppa Italia 1966-1967, in cui i mwcqobiancoscudati giunsero alla finale, persa col mwcqsMilan (1-0), dopo aver sconfitto l'mwcqwInter in semifinale per 3-2. Negli ultimi anni ha preso importanza il mwcq0derby tra il Padova e il mwcq4Cittadella, l'altra squadra della provincia,cite-ref-107[N 12] con cui ha spesso giocato nella stessa divisione a partire dalla stagione mwcrm1998-1999. Attualmente il Calcio Padova disputa il campionato di mwcrqSerie B sul terreno dello mwcrustadio Euganeo.
Di buon livello calcistico negli anni 1910 e negli anni 1920 fu l'mwcrcAssociazione Sportiva Petrarca Calcio, che nel campionato del mwcrg1922 rubò ai mwcrkbiancoscudati lo scettro di regina cittadina. In quella stagione fu eliminato nel girone a tre squadre di semifinale dalla mwcroNovese, che disputò poi la finale sconfiggendo la Sampierdarenese e laureandosi Campione d'Italia. Il mwcrsPetrarca ha cessato l'attività nel 2016.
Attiva negli anni 1970 e negli anni 1980 era la squadra di mwcr0calcio femminile del mwcr4Gamma 3 Padova, che vinse lo mwcr8scudetto nel 1972 e nel 1973 e una mwcsaCoppa Italia nel 1975. Ora la migliore squadra padovana di calcio femminile è il Padova (già Zensky), che ha disputato diversi campionati in mwcseserie cadetta.
Pallacanestro
Il mwcsqGruppo Petrarca Basket disputò il massimo campionato nazionale maschile tra la fine degli anni 1950 e l'inizio dei settanta, classificandosi terza nella mwcsustagione 1965-1966. La mwcsyVirtus Padova ha militato in mwcscSerie A2 nella stagione mwcsg1993-1994. Attualmente tutte le locali compagini di basket disputano campionati minori. Vi sono in città anche 2 squadre di mwcskpallacanestro in carrozzina, il Millennium Basket e il CUS Padova.
Pallavolo
La principale squadra di pallavolo maschile è la mwcswPallavolo Padova, che milita nel campionato di mwcs0Serie A1. Nel suo palmarès spicca la conquista della mwcs4Coppa CEV nel 1994. Tra il 2004 e il 2007 la principale squadra di pallavolo femminile era rappresentata dal mwcs8Volley Club Padova, che ha disputato due campionati di mwctaSerie A1 prima di cedere il titolo sportivo a mwcteForlìcite-ref-108[96] e di proseguire l'attività solo a livello giovanile. Nella stagione sportiva 2005-2006 Padova è stata l'unica città a essere rappresentata nei massimi campionati di A1, sia nel volley maschile che in quello femminile, rispettivamente dal mwctySempre Volley e dal mwctcVolley Club Padova.
Rugby a 15
Importante è il ruolo di Padova nel rugby nazionale; il mwct8Petrarca, sezione dell'omonima polisportiva, vanta la vittoria in 15 campionati nazionali tra il mwcua1970 e il mwcue2024, oltre a quattro mwcuicoppe Italia. Le mwcumFiamme Oro contribuiscono al palmarès cittadino con ulteriori cinque scudetti tra il mwcuq1958 e il mwcuu1968, prima di scioglieri nel 1978 e rifondarsi a Milano nel 1985 e successivamente trasferirsi a Roma. Altre realtà di rilievo che hanno militato in massima divisione sono il mwcuyCUS Padova e, più recentemente, il mwcucValsugana.
Tra le donne, invece, figura la squadra femminile del Petrarca, chiamata mwcukPerle Nere, attiva tra fine anni novanta e primianni 2000, pioniera della disciplina in città, e più recentemente quella del citato Valsugana, le cui giocatrici sono chiamate familiarmente mwcuoValsugirls. Quest'ultima compagine ha vinto 4 scudetti tra il mwcus2015 e il mwcuw2022 e contribuisce a fare di Padova, con 24 campionati nazionali vinti, la città più scudettata del rugby italiano dopo mwcu0Treviso.
Tra i rugbisti padovani messisi in luce a livello internazionale figurano mwcu8Fulvio Lorigiola (tra i convocati alla prima Coppa del Mondo nel 1987), mwcvaMarco Bortolami, i fratelli mwcveMauro e mwcviMirco Bergamasco e, più recentemente, mwcvmFederico Ruzza. Pur mwcvqlivornese di nascita, si annovera anche mwcvuMarzio Innocenti, nella vita di tutti i giorni medico mwcvyotorinolaringoiatra a Padova e giocatore per lungo tempo del Petrarca, che fu il capitano della nazionale alla citata coppa del Mondo del 1987 e che al 2022 ricopre l'incarico di presidente della mwcvcFederazione Italiana Rugby. In ambito femminile figurano invece mwcvgValentina Ruzza (sorella del citato Federico), mwcvkseconda linea internazionale dal 2019 allo mwcvoStade français di mwcvsParigi, mwcvwBeatrice Veronese, terza linea ala, mwcv0Beatrice Rigoni (originaria di mwcv4Abano Terme, mediano d'apertura), mwcv8Vittoria Ostuni Minuzzi (di mwcwaCamposampiero, estremo) ed mwcweEmma Stevanin (di mwcwiMonselice, mediano d'apertura), tutte formatesi o militanti nel Valsugana.
Scacchi
La squadra scacchistica a squadre di Padova, legata al mwcwuClub Italiano di Scacchi "Guido Cortuso" di Padova e sponsorizzata dallmwcwy'mwcwcObiettivo Risarcimento, società italiana di risarcimento sanitario, è da anni la miglior realtà italiana degli scacchi nazionali a squadre avendo vinto per 13 volte il mwcwgCampionato italiano di scacchi a squadre e le ultime sette (al 2024) consecutive e per una volta la mwcwkCoppa europea di scacchi per club. In passato a Padova è stato organizzato un importante torneo di scacchi internazionale il mwcwoFestival scacchistico internazionale di Padova.
Scherma
Le compagini cittadine più importanti nella mwcw0scherma sono state l'antica Accademia Comini, il mwcw4Petrarca Scherma e il Cus Padova, che hanno formato atleti vincitori di mwcw8Olimpiadi e Campionati del Mondo. La squadra italiana di sciabola giunta seconda alle mwcxaOlimpiadi di Londra 1948 era composta da atleti padovani allenati dal grande maestro Guido Comini. La fiorettista padovana mwcxeFrancesca Bortolozzi ha conquistato ori olimpici e mondiali (mwcxiBarcellona 1992 ed mwcxmEssen 1993), gli sciabolatori mwcxqMarco Marin e mwcxuGianfranco Dalla Barba hanno conquistato titoli olimpici e mondiali (mwcxyLos Angeles 1984, mwcxcL'Aia 1995) e la sciabolatrice mwcxgAnna Ferraro è stata campionessa del mondo a squadre (mwcxkSeul 1999). Il mwcxoTrofeo Luxardo di Padova, giunto nel 2007 alla 50ª edizione, è l'unica prova di Coppa del Mondo di sciabola che si disputa in Italia.
Sport acquatici
Nella mwcx0pallanuoto, i club cittadini più rilevanti sono mwcx4Plebiscito, la cui squadra femminile ha vinto 4 mwcx8campionati italiani e 3 mwcyacoppe Italia negli anni 2010 e una mwcyeCoppa Len, mentre la compagine maschile gioca nel campionato di mwcyiSerie B. Tra i molti nuotatori padovani che hanno vinto titoli italiani spicca mwcymNovella Calligaris, prima medaglia d'oro italiana in un campionato mondiale di nuoto, ottenuta a mwcyqBelgrado 1973, che arrivò anche tre volte sul podio alle mwcyuOlimpiadi di Monaco del 1972. Le maggiori società cittadine di mwcyycanottaggio sono la Padovacanottaggio (nata nel 1993 dalle ceneri del CUS Padova) e la mwcycCanottieri Padova, che annoverava tra le sue file l'ex campione olimpico e mondiale mwcygRossano Galtarossa.
Altri sport
A Padova ha sede la squadra di mwcyshockey in-line maschile dei mwcywGhosts fondata nel 1998, nel cui palmares figurano lo scudetto del 2003, la seconda posizione nella prima edizione della Champions League del 2003, la Coppa Italia del 2006 e i secondi posti in serie A nel 2006 e nella Supercoppa Italiana dello stesso anno. La maggiore squadra cittadina di mwcy0football americano sono i mwcy4Saints, che nel 1992 vinsero il mwcy8SilverBowl, il campionato di seconda divisione.
Un'altra gloria dello sport patavino è il pilota mwczeRiccardo Patrese, che ha ceduto a mwcziRubens Barrichello il primato (il suo era di 256) del maggior numero di gare disputate in mwczmFormula 1, dove risultò vincitore di sei mwczqGran Premi. Discreta la carriera del pilota mwczuGiorgio Pantano, vincitore del campionato 2008 della mwczyGP2 e con qualche Gran Premio disputato in F1 nel 2004.
Tra i ciclisti più decorati espressi dalla scuola padovana vi sono mwczgGiuseppe Beghetto, campione olimpico nel tandem a mwczkRoma 1960 e tre volte mwczocampione del mondo della velocità, e mwczsLeandro Faggin, campione olimpico a mwczwMelbourne 1956 nell'inseguimento a squadre e nel chilometro da fermo, e 3 volte mwcz0campione mondiale di inseguimento individuale. Il 23 maggio 2000, la 10ª tappa dell'mwcz483º Giro d'Italia si concluse a Padova con la vittoria di mwcz8Ivan Quaranta.
Tra gli avvenimenti sportivi annuali più rilevanti c'è la mwcaemaratona di Sant'Antonio, un evento che si tiene solitamente in aprile, con partenza da mwcaiCampodarsego mwcam(PD) e arrivo in Prato della Valle. L'astista ucraino mwcaqSergej Bubka il 30 agosto 1992 realizzò al mwcauColbachini dell'mwcayArcella il suo terzultimo record del mondo (6.12) nel mwcacmeeting Città di Padova,cite-ref-109[97] la manifestazione di punta dell'atletica cittadina che si tiene dal 1987 con scadenza annuale.
Impianti sportivi
Impianti attivi
• mwcbuStadio Euganeo, calcio, atletica leggera, rugby
• mwcbcStadio Plebiscito, rugby, calcio, football americano
• mwcbkStadio Silvio Appiani, calcio, rugby, football americano
• mwcbsStadio Walter Petron, calcio
• mwcb0Stadio Daciano Colbachini, atletica leggera, rugby
• mwcb8Palasport San Lazzaro, pallavolo, pallacanestro, calcio a 5, pallamano
• mwccePalazzetto dello sport Arcella, pallavolo, pallacanestro
• mwccmPalaindoor, atletica leggera, ginnastica artistica
• mwccuIppodromo Vincenzo Stefano Breda, corse al mwccytrotto
• mwccgVelodromo Giovanni Monti, ciclismo
• mwccoCampo Baseball Plebiscito, baseball, softball
• mwccwCentro Sportivo Plebiscito, pallanuoto, hockey su ghiaccio, mwcc0pattinaggio su ghiaccio, tennis, squash, arrampicata, nuoto e baseball
• mwcc8Centro Sportivo Memo Geremia, rugby, calcio
Importanti impianti demoliti
• mwcdqPalasport Tre Pini, pallavolo, pallacanestro
• mwcdyStadio Tre Pini, rugby, calcio
Città con nome ispirato a Padova nel mondo
Alcune città del mondo sono state "battezzate" con un nome chiaramente ispirato a Padova:
• Padua (mwcfgCalifornia)cite-ref-114[102]
• mwcf8San Antonio de Padua (mwcgaBuenos Aires)
• mwcgmPadua (mwcgqProvincia di Entre Ríos)
• Padua (mwcgcTolima)
• Padua (mwcgoSucre)
• Padua (Orissa)cite-ref-geolocalizador-com-115-0[103]
• Padua (mwchoQueensland)cite-ref-geolocalizador-com-115-2[103]
• Padua (sette città in vari dipartimenti)cite-ref-geolocalizador-com-115-3[103]
• Padua (Dipartimento di mwcicWellington)cite-ref-geolocalizador-com-115-4[103]
• Paduacite-ref-geolocalizador-com-115-5[103]
• Villa Padova (mwcjqIstarska - Istria)
• Padova Raka (Carelia)
• mwcjkNova Pádua
Note
Esplicative
cite-note-19N 1. ↑ Pertanto, parliamo di emergenze della cosiddetta mwckecultura villanoviana.
cite-note-21N 2. ↑ Altri personaggi che in qualche modo rendono famosa Padova sono mwckuStendhal per aver sostenuto che mwckyil caffè Pedrocchi è (era) il migliore d'Italia, e mwckcOscar Wilde per il suo mwckgdramma intitolato mwckkmwckoLa duchessa di Padova (1883 circa).
cite-note-22N 3. ↑ mwck4mwck8mwclaTrasea Peto raffigurato in una statua di Prato della Valle, su mwclepratodellavalle.org. mwcliURL consultato il 26 agosto 2024 mwclm(archiviato dall'mwclqurl originale il 27 settembre 2007).
cite-note-52N 4. ↑ È la data tuttora celebrata come mwclgfesta del Santo dai padovani.
cite-note-55N 5. ↑ Esistono poi altri "senza" (probabilmente di origine mwclwgoliardica-universitaria) che però non sono ben conosciuti nella cultura degli abitanti padovani: mwcl0mwcl4"Capitello senza colonna", in riferimento al capitello che si trova sotto l'angolo del mwcl8mwcmaSalone verso Via Fiume, attaccato alla volta ma senza la sottostante colonna; mwcme"Cavallo senza cavaliere", in riferimento al monumento di mwcmiDonatello al condottiero Erasmo da Narni, detto il mwcmmGattamelata, e che è conservato nel mwcmqPalazzo della ragione; mwcmu"Chiesa senza facciata", perché la Basilica di Santa Giustina in Padova, progettata con la facciata in mwcmymarmo, ne è rimasta priva, con soli mattoni a vista; mwcmc"Bo senza stalla" o "Bo senza corna": si tratta del Palazzo centrale dell'Università, chiamato il "Bo" (che in dialetto significa "bue") perché sorge sull'area dove anticamente esisteva un'osteria con l'insegna del Bucranio (il mwcmgcranio del mwcmkbue), frequentata non solo da commercianti di bestiame, ma poi anche dai primi studenti e professori universitari; mwcmo"Gatta senza coda", con riferimento al condottiero Erasmo da Narni, detto il Gattamelata, il cui mwcmsmonumento equestre, opera di Donatello, sorge sulla Piazza del Santo; mwcmw"Cavour senza occhiali": è il monumento mwcm0bronzeo a mwcm4Camillo Benso, conte di Cavour, che sorge sull'omonima piazza centrale, il cui viso (contrariamente alla ben nota iconografia) è privo dei caratteristici mwcm8occhiali. Ciò perché il viso stesso è stato ricavato dal calco della mwcnamaschera funebre di Cavour, con la sola correzione degli occhi da parte dello scultore (l'informazione è stata fornita dal compianto scultore padovano Luigi Strazzabosco, possessore del calco funebre suddetto); mwcni"Orologio senza catena": si riferisce all'orologio costruito da Jacopo Dondi nel 1344 che non ha le solite lancette ed una catena con degli ingranaggi ma dei cubi che ruotano a mostrare data e ora.
cite-note-58N 6. ↑ Passa quasi inosservata un'altra statuetta, sommariamente riproducente una gatta seduta in posa antropomorfica, con un "topo" tra le grinfie. Il piccolo manufatto è posto a pochi metri dalla "gatta principale".
cite-note-67N 8. ↑ Copernico studiò medicina (tra il 1500 ed il 1503), peraltro senza laurearsi; questo abbandono non gli impedì di essere considerato un medico di successo, oltre che un professionista del mwcn8diritto amministrativo in relazione all'incarico di canonico già rammentato.
cite-note-68N 9. ↑ A Padova Galileo perfezionò il mwcomcannocchiale, con cui, dalla sua casa in Padova, avrebbe successivamente scoperto i mwcoq4 satelliti di Giove.
cite-note-70N 10. ↑ Tutti gli enti culturali del circuito "Musei civici" sorgono nel comprensorio Scrovegni-Eremitani-Arena romana
cite-note-94N 11. ↑ Il mercato di Prato della Valle si svolge solo al sabato
cite-note-107N 12. ↑ Il Cittadella nelle stagioni 1999-2000 e 2000-2001 mentre militava in mwco4Serie B, giocò nello mwco8Stadio Euganeo e mutò il nome in Cittadella Padova
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Voci correlate
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• Giotto
• Spritz
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